Integratori di sintesi nella dieta dei pappagalli

Spesso l’allevatore si pone il problema di integrare la dieta del proprio pappagallino con vitamine, minerali e amminoacidi e altre sostanze che possano completare un’alimentazione basata prevalentemente su semi.


Vediamo in questo articolo come, quando e quanto bisogna integrare.


Gli integratori possono essere formulati in laboratorio(di sintesi), come vitamine, minerali ed aminoacidi, oppure naturali, come miele , polline e fitoderivati, estratti da piante medicinali (di questi ultimi tratterò nel prossimo articolo).


Mentre vitamine, minerali e aminoacidi sono fondamentali per la dieta degli uccellini mantenuti in gabbia e che per abitudine e scarsi stimoli si nutrono quasi esclusivamente di miscele di sementi secche, sono invece molto meno importanti se il cocorita si alimenta anche con frutta e verdura fresca o estrusi e pellettati, che contengono già  queste sostanze nella propria composizione, fatta eccezione naturalmente in alcuni particolari periodi della vita del volatile, come la riproduzione e la muta per esempio, in cui una integrazione specifica è comunque utile.


Gli integratori alimentari vanno somministrati preferibilmente su consiglio del veterinario , e nella scelta si darà  al preferenza a quelli formulati specificamente per uccelli, in quanto le associazioni e le concentrazioni a uso umano non sono sempre adatte alle esigenze dei pappagalli.


La dieta dei soggetti in riproduzione andrebbe integrata con vitamina E ed aminoacidi essenziali, alcuni dei quali, come l’arginina, sono molto importanti per la produzione di spermatozoi.


Anche un’integrazione di calcio, utile per la formazione del guscio delle uova, è necessaria in questo periodo, e può essere ottenuta usando gli appositi blocchetti di minerali.


Durante l’accrescimento dei nidiacei e nel periodo della muta, è importante integrare la dieta con un buon polivitaminico che contenga anche tutti gli aminoacidi essenziali.


L’integrazione vitaminica, minerale e di aminoacidi può rendersi necessaria anche per soggetti debilitati, intossicati o sottoposti a trattamenti antibiotici o a stress ambientali (cambio di abitazione, partecipazione a fiere, ecc).


E’ consigliabile somministrare gli integratori nell’alimento, per favorirne l’assorbimento: pastoncini, semi cotti o germinati, frutta tagliata a pezzi sono tutte ottime basi alle quali mischiare l’integratore.


L’utilizzo dell’acqua invece è da farsi con molta cura e attenzione, in quanto la maggior parte di questi integratori sono meno stabili in acqua e si rischia di favorire lo sviluppo di germi: per questo se l’integratore è disciolto in acqua, va tassativamente sostituito entro 24 ore al massimo.

Inoltre, l’assunzione dei principi attivi è minore, dato che i pappagalli non sono dei gran bevitori.


Gli integratori vanno somministrati attenendosi al dosaggio indicato sulla confezione (o eventuale modifica del veterinario), ricordando che l’eccesso di alcune vitamine è dannoso quanto la carenza: alcune vitamine infatti, quali la A, la E, la D e la K, essendo liposolubili, si accumulano nei tessuti e l’eventuale eccesso non viene espulso con le feci, come invece accade per le vitamine idrosolubili (la C e quelle del gruppo B).

Bibliografia: Pappagalli e Pappagallini – Gino Ravazzi

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