Per quanto il vero nome di questi animaletti sia Melopsittacus undulatus, chiamati anche parrocchetti ondulati o semplicemente pappagallini ondulati, mi vedo spesso costretto ad usare un termine improprio e riduttivo chiamandoli comunemente “cocorite” per una questione di famigliarità del termine compreso dalla maggior parte delle persone.
Occorre innanzitutto fare una precisazione tecnica. Di questi pappagallini esistono due varietà specifiche: quella denominata “ondulati di forma e posizione” chiamati anche “ondulati di tipo inglese” che si distinguono da quelli denominati “ondulati di colore”, questi ultimi sono appunto quelli che si trovano più comunemente. Non voglio dilungarmi qui sulle caratteristiche specifiche degli ondulati inglesi limitandomi a dire che basta metterli a confronto per rendersi conto che rispetto agli ondulati di colore hanno dimensioni ben maggiori sia per quanto riguarda il corpo sia, in proporzione, per la lunghezza delle piume. Tuttavia, fondamentalmente appartengono alla stessa specie ma non andrebbero mai mescolati tra loro perché si otterrebbero soggetti intermedi che andrebbero ad “inquinare” la selezione. A prescindere dal desiderio di allevare una tipologia oppure l’altra, gli argomenti che seguono valgono allo stesso modo.
Tra le varie qualità di simpatia ed interesse delle cocorite, spicca l’affascinate mondo dei loro colori e prima o poi in chi li alleva viene voglia di capire cosa potrebbe nascere quando si uniscono determinati soggetti. Fantasticando sulla vasta gamma delle variopinte possibilità si rimane però a volte delusi oppure stupiti quando i piccoli si impiumano di colori diversi da quelli che ci si aspettava. Gli imprevisti sono quasi inevitabili quando si fanno le cose a caso ma a volte le sorprese emergono anche quando si sono fatti i giusti calcoli. Ad esempio quando non si conoscono le ascendenze dei riproduttori si ignora il loro bagaglio genetico e quindi non si può sapere in anticipo il loro potenziale.
Distinzione tra “fenotipo” e “genotipo”: con fenotipo si intende ciò che è visibile dall’aspetto esteriore del soggetto, attenendosi esclusivamente solo ai colori ed ai disegni che sono effettivamente visibili nella livrea; il genotipo invece si riferisce al bagaglio genetico del soggetto, ovviamente include le mutazioni individuabili visivamente nel piumaggio ma comprende anche eventuali mutazioni che non sono palesemente sotto gli occhi di tutti.
Tra l’altro quando si parla di mutazioni specifiche significa che si sta facendo riferimento ad un certo standard che è stato stabilito e predeterminato. A tal proposito esiste un vero e proprio elenco di dettagli e requisiti da rispettare per aspirare al raggiungimento del risultato ideale. Gli allevatori professionisti che ricercano la perfezione puntano ad accoppiamenti mirati per migliorare l’espressione dei colori e dei disegni inseguendo il sogno della perfezione. Tuttavia ritengo che anche un amatoriale possa avvicinarsi con interesse alla sfera che riguarda questo argomento per ottenere delle belle soddisfazioni personali. Procediamo per ordine.
Una curiosità che potrebbe generare confusione è che negli uccelli i cromosomi che determinano il genere non sono come nei mammiferi che vengono indicati XX per le femmine e XY per i maschi. Negli uccelli si indica ZW per le femmine e ZZ per i maschi, importante notare che, al contrario dei mammiferi, negli uccelli i soggetti eterogametici sono femmine mentre gli omogametici sono maschi.
Per affrontare il tema delle mutazioni e della loro trasmissibilità occorre fare una piccola premessa sulla genetica. Per onestà di informazione devo sottolineare che in realtà è un tema molto più articolato di come viene affrontato qui poiché in realtà sto tentando di trattare l’argomento nel modo più semplice possibile usando talvolta termini inappropriati ma spero più alla portata di tutti. Partiamo dal presupposto che ogni individuo ha un bagaglio genetico ereditato da entrambi i genitori, nello specifico ogni soggetto riceve esattamente metà patrimonio genetico da ciascun genitore. Prendiamo in considerazione ad esempio l’accoppiamento ZZ x ZW e per il momento non teniamo presente alcuna mutazione ma solo la trasmissione dei cromosomi che determinano il sesso del nascituro (in questo esempio sono state usate lettere di colori diversi solo per agevolare la comprensione).
N.B. Il simbolo “x” si usa quando si vuole indicare una coppia riproduttrice, per convenzione si usa indicare prima il riproduttore maschile e poi quello femminile, ad esempio: maschio x femmina.
| Z | Z | |
| Z | ZZ | ZZ |
| W | ZW | ZW |
Introduco il concetto di “probabilità”: riguardo la teoria delle nascite occorre tenere presente che dopo aver stabilito quali fattori si vuole prendere in considerazione nella trasmissione alla prole sussiste una casistica che coinvolge i vari abbinamenti possibili.
Prendendo l’esempio di questi riproduttori si può notare che la coppia di cromosomi di ciascun genitore si è separata andandosi ad unire con un cromosoma dell’altro. Ad esempio la Z della madre è stata trasmessa ai suoi figli maschi abbinandola in un caso alla Z e nell’altro con la Z ottenendo quindi due soggetti diversi ma dello stesso sesso. Ciò mette in luce che la Z della madre ha il 50% di probabilità di unirsi alla Z ma ha anche la stessa probabilità di unirsi alla Z. In un ragionamento simile possiamo identificare che le femmine nate da questa coppia hanno di sicuro la W della madre ma possono venire alla luce con il 50% di probabilità di ereditare dal padre una Z oppure l’altra. In questo esempio otteniamo 4 risultati diversi il che significa che questa casistica vede dunque che ogni combinazione ha in totale un 25% di probabilità.
N.B. Spesso si sottovaluta l’informazione intrinseca di questo dato. La percentuale calcolata sulla probabilità di nascita vale per ogni singolo uovo deposto. Ad esempio dalla coppia ZZ x ZW può nascere il 25% ZZ (ossia uno su quattro), questo non significa che se i riproduttori depongono 4 uova nascerà di sicuro un ZZ e gli altri tre diversi, questa informazione va calcolata per ciascun nascituro, ossia ogni uovo ha 25% di probabilità di contenere una delle 4 ipotesi, a prescindere se i genitori depongono 4 uova oppure 10 o magari di più. Ogni singolo piccolo ha il 25% di probabilità di nascere ZZ ma allo stesso tempo ha anche il 25% di probabilità di nascere di ciascuna delle altre combinazioni. Paradossalmente, nella realtà, questi riproduttori potrebbero avere sempre lo stesso tipo di prole trasmettendo per puro caso sempre il medesimo abbinamento oppure ottenere tre delle varie tipologie senza mai dare alla luce la quarta variabile. Pertanto teniamo presente che si possono calcolare delle ipotesi statistiche attendibili ma poi ci si deve anche confrontare con la casualità.
Una volta chiarito questo concetto si può procedere alla comprensione della trasmissibilità delle mutazioni.
Continuando ad affrontare l’argomento con il massimo della semplicità, occorre però tenere presente che quando si parla di trasmissione di mutazioni si sta parlando di DNA e quando i genitori trasmettono i cromosomi non si limitano a determinare se nascerà un maschio o una femmina. Negli alleli è presente molto di più. Possiamo immaginarci gli alleli come una lunga stringa di lettere contenute ciascuna in una casella specifica in un ordine ben preciso. Tra le varie informazioni che vengono trasmesse ci sono anche le diverse mutazioni contenute appunto in queste caselle disseminate negli alleli che devono incastrarsi con le rispettive caselle dello stesso tipo di un altro allele per formare i cromosomi. Ad ogni mutazione è assegnata una determinata lettera ed a lettere minuscole corrisponde l’assenza della mutazione mentre le lettere maiuscole rappresentano l’attivazione della mutazione che può quindi manifestarsi o meno a seconda se incontra lettere maiuscole o minuscole sull’altro allele durante la formazione del cromosoma. Ogni mutazione ha dunque un punto specifico in cui presentarsi o eventualmente essere assente ed è questo ciò che fa la differenza tra il far nascere un soggetto mutato oppure no.
Per quanto riguarda le mutazioni delle cocorite si possono suddividere in 3 principali settori: Dominanti, Recessive e Sessolegate.
Alle mutazioni dominanti basta essere presente in un solo allele per essere individuate nel fenotipo, significa che possono manifestarsi nella prole anche se viene trasmessa da uno solo dei due riproduttori. Non esistono portatori di mutazioni dominanti, significa che chi non è mutato è completamente privo di questa mutazione mentre i soggetti che hanno questa mutazione la manifestano per forza nel fenotipo e pertanto sono di fatto dei mutati.
Prendiamo come esempio di mutazione dominante l’Ala perlata (qualcuno la chiama Spangle, la mutazione è sempre quella, cambia solo la lingua con cui viene indicata ma per non generare confusione preferisco mantenere tutte le nomenclature di una sola lingua).
Ad esempio una coppia priva della mutazione Ala perlata potremmo indicarla come aa x aa dove le “a” minuscole indicano l’assenza della mutazione. Qui non stiamo più prendendo in considerazione il sesso del nascituro poiché al momento è un’informazione che non ci interessa ma sfruttiamo la tabella che conosciamo già.
| a | a | |
| a | aa | aa |
| a | aa | aa |
Questi risultati indicano che da soggetti privi di mutazioni dominanti nascono soggetti altrettanto privi della mutazione.
Proviamo ora ad inserire la mutazione in uno dei due genitori indicandolo con la lettera “A” maiuscola, ad esempio Aa x aa (non importa se Aa è il padre o la madre in quanto è indifferente).
| A | a | |
| a | Aa | aa |
| a | Aa | aa |
Da questa coppia vediamo che il 50% del totale della prole ha ereditato la mutazione e di conseguenza si ipotizza che la metà dei nascituri ha la possibilità di nascere Ala perlata.
Un’informazione curiosa delle mutazioni dominanti è che possono essere presenti in singolo o doppio fattore, pertanto uno dei due riproduttori potrebbe essere AA. Vediamo cosa succede accoppiandolo con un soggetto aa.
| A | A | |
| a | AA | Aa |
| a | Aa | Aa |
Tutta la prole ha ereditato la mutazione quindi si ottiene il 100% di soggetti Ala perlata.
Un’altra interessante ipotesi è quella che riguarda l’accoppiamento di due Ala perlata singolo fattore, ossia Aa x Aa..
| A | a | |
| A | AA | Aa |
| a | Aa | aa |
Il risultato di questo calcolo ci dice che si ottiene il 25% di probabilità di veder nascere Ala perlata doppio fattore, 50% Ala perlata singolo fattore, mentre un ultimo 25% di probabilità prevede che la prole sia completamente priva della mutazione.
A questo punto si può aggiungere il concetto di “ancestrale”: con questo termine ci si riferisce alla colorazione tipica dei soggetti selvatici presenti in natura, nel caso delle cocorite si intente il classico verde con le tipiche bande ondulate sulla nuca, dorso e ali. Esclusivamente i soggetti privi di qualsiasi mutazione vengono definiti ancestrali, un soggetto che presenti una qualsiasi mutazione non può dunque essere chiamato ancestrale. L’ancestrale non è una mutazione, bensì l’aspetto originale delle cocorite ma spesso si crea confusione in quanto può capitare che da soggetti mutati possa nascere il fenotipo ancestrale (vediamo in seguito quali sono questi casi). Tuttavia ciò può portare a pensare che l’ancestrale si comporti come una mutazione dominante poiché in effetti prevale sulle mutazioni recessive. Forse può aiutare la comprensione di questo dettaglio ragionando sul fatto che in realtà non è l’ancestrale a prevalere ma da un certo punto di vista è la recessiva che non riesce a manifestarsi.
Passiamo ora alle mutazioni Recessive. Queste possono manifestarsi nel fenotipo solo quando sono presenti in entrambi gli alleli che riguardano la medesima mutazione. La prole ha bisogno che la mutazione venga trasmessa da entrambi i genitori per poterla esprimere. Non è necessario che entrambi i riproduttori siano mutati per veder nascere prole mutata: può bastare che i genitori siano entrambi portatori oppure accoppiare un soggetto mutato con un portatore. Vediamo qualche esempio per capirlo meglio, procediamo con la mutazione Blu usando la lettera “B” maiuscola per indicare la presenza della mutazione.
| B | B | |
| B | BB | BB |
| B | BB | BB |
Una coppia di soggetti entrambi mutati, ossia BB x BB da alla luce 100% prole mutata, ossia da due Blu nascono tutti Blu.
Analizziamo cosa accade accoppiando invece un Ancestrale privo di Blu con un mutato Blu usando la lettera “b” minuscola per indicare l’assenza della mutazione Blu, quindi bb x BB.
| b | b | |
| B | Bb | Bb |
| B | Bb | Bb |
Dal punto di vista del fenotipo questa coppia metterà al mondo solo soggetti verdi. Ossia saranno tutti degli Ancestrali /Blu.
N.B. Convenzionalmente il simbolo “/” si usa quando un soggetto è “portatore” di qualche mutazione, ad esempio /Blu significa che il soggetto in questione è portatore di Blu. Quando un soggetto è portatore di più mutazioni non è necessario ripetere il simbolo “/” ma si elenca la sequenza delle mutazioni portate, ad esempio /Ala chiara, Blu.
Adesso che sappiamo che esistono i portatori di Blu proviamo a vedere cosa succede accoppiando un Blu con un Ancestrale /Blu: BB x Bb.
| B | B | |
| B | BB | BB |
| b | Bb | Bb |
Da questo accoppiamento si evince che il 50% dei nati ha la possibilità di essere mutato Blu e chi non è mutato ne è certamente portatore anche se ha fenotipo Ancestrale.
Un caso particolarmente curioso riguarda l’esempio dell’unione di due portatori, ossia Bb x Bb. Teniamo presente che ciò significa l’accoppiamento di due soggetti dal fenotipo Ancestrale.
| B | b | |
| B | BB | Bb |
| b | bb | bb |
Il risultato ottenuto prevede un 25% di probabilità che nascano soggetti Blu, il restante è fondamentalmente di fenotipo Ancestrale ma è interessante notare che nel totale c’è un 25% di probabilità che nascano dei soggetti completamente privi della mutazione Blu mentre gli altri sono portatori esattamente come la coppia di riproduttori in questione. Questo è il tipico caso di quando a sorpresa salta fuori qualche nascita diversa da ciò che ci si sarebbe dovuti aspettare limitandosi al fenotipo dei riproduttori qualora se ne ignori il genotipo.
Arriviamo infine alle mutazioni sessolegate, queste si comportano in un modo anomalo, intanto precisiamo che viaggiano esclusivamente sulle Z e se incontrano una W possono esprimersi anche se nelle W non c’è questa mutazione. Ricordiamo che negli uccelli i cromosomi delle femmine vengono indicati ZW e nei maschi ZZ. Quindi quando una Z che porta la mutazione incontra una W nasce una femmina mutata. Tipico esempio di mutazione sessolegata è l’Opalino, indichiamola con “O” e vediamo cosa nasce da una coppia composta da OO x OW. In questo caso torniamo a prendere in considerazione il sesso del nascituro.
| O | O | |
| O | OO | OO |
| W | OW | OW |
Da una coppia di mutati nascono tutti mutati, ossia 100% Opalino.
I casi si fanno interessanti quando si uniscono un mutato con un soggetto il cui bagaglio genetico è privo di questa mutazione, ad esempio un Ancestrale, soprattutto perché i risultati cambiano in base a quale dei due riproduttori è il mutato.
Ad esempio se il mutato è il maschio abbiamo OO x oW.
| O | O | |
| o | Oo | Oo |
| W | OW | OW |
Otteniamo che tutte le figlie femmine sono Opalino mentre tutti i maschi sono Ancestrali/Opalino. In altre parole la percentuale di probabilità che nascono dei mutati da questa coppia equivale alla stessa percentuale di probabilità che nascano maschi o femmine. Da padri Opalino nascono sempre e per forza femmine Opalino.
Se invece il riproduttore mutato è la femmina abbiamo oo x OW.
| o | o | |
| O | Oo | Oo |
| W | oW | oW |
Qui continuiamo ad avere tutti i figli maschi Ancestrali/Opalino come nel caso precedente ma in questo caso le figlie femmine sono Ancestrali completamente prive di Opalino.
Assodato che le femmine o sono mutate o sono prive della mutazione sessolegata, rimane la curiosità di capire cosa succede quando un maschio Ancestrale /Opalino si accoppia con una femmina mutata oppure con una Ancestrale.
| O | o | |
| O | OO | Oo |
| W | OW | oW |
Dalla coppia Oo x OW possono nascere sia maschi che femmine mutati, maschi portatori e femmine senza mutazione.
| O | o | |
| o | Oo | oo |
| W | OW | oW |
Dalla coppia Oo x oW Possono nascere femmine mutate, maschi portatori e sia maschi che femmine privi di mutazione.

