Le mie cocorite e me

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  • #10097583
    RobbieCoco
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    Perchè ho scelto un pappagallo

    Facendo come professione lo scrittore ed il poeta ho molto tempo libero in casa, perciò decisi di prendermi un animaletto per tenermi compagnia durante il giorno e scelsi un pappagallo. Molti di voi perciò si domanderanno come mai abbia scelto un pappagallo anzichè un cane o un gatto, e beh, il motivo è semplice: l’amazzone di mia nonna. Sì esattamente, pensando a che animale scegliere per tenermi compagnia mi ricordai quando, verso i miei 8 anni, rimasi così colpito da quell’uccello che, posto sul braccio di mia nonna, ogni volta che entravamo ci salutava, sia con la voce che con la zampa, urlando continuamente frasi senza senso come: “hei! hei tu!” e poi rideva a crepapelle. Per questa ragione allora, una volta giunto da un allevatore di pappagalli di fiducia di mio cugino, fra i vari amazzoni e i cenerini scelsi un pappagallo della stessa specie di quello di mia nonna, un’ara ararauna allevato a mano: si chiamava Aspasia.

    Il rapimento di Aspasia

    Ricordo ancora come se fosse ieri quella piccola ara che, mentre limavo una poesia voleva attenzione e si posava sul tavolo in cui lavoravo e senza gracchiare, silenziosa come un ladro becchettava strappando pezzi di carta daglia ngoli del foglio col grosso becco forzuto e allora io lasciavo da parte il foglio e mi dedicavo a lei prendendola sul braccio, facendole le coccole e parlandole dolcemente; ma ricordo come se fosse ieri quando una sera la portai fuori perchè all’alba potesse cantare assieme ai passeri, alle tortore e gli altri uccelli e la mattina quando mi svegliai e trovai la porta dell’ampiosa gabbia aperta, senza nessun pappagallo all’interno, e ricordo bene anche la scritta che c’era nel muro affianco, ma anzi lo ricordo male, in quanto ho voluto dimenticare il nome della stupida congregagazione di vandali che strappa gli animali dalle braccia dei loro padroni credendo di donargli la libertà, ma, soprattutto se allevati a mano la maggior parte di questi animali o meglio volatili muore, poichè non sa procacciarsi il cibo da solo e ha bisogno della presenza del suo padrone, che reputa il suo genitore. A voler dare ragione alla mia teoria, tre giorni dopo, quando ancora la cercavo disperatamente la trovai sull’albero di pesche di un mio vicino di casa, che le era piaciuto molto quando l’avevo portata a spasso con la pettorina, ma c’era un piccolo problema: era morta. Da allora rimasi sempre chiuso in casa, sempre triste e malinconico, a scrivere poesie sulla mia piccola Aspasia, e da quel triste periodo ad allora le poesie che incentrai su di lei ammontano a 816.

    L’arrivo di Lucrezia e Pierangelo

    Il giorno della mia festa di compeanno, svoltasi verso le 5 della sera, venne a farmi gli auguri anche la nonna che mi fece conoscere i pappagalli, che era settantenne, e portò con sè anche la sua ara, Barbanera, un uccello trentenne, ma ugualmente nel pieno delle forze. Mia nonna però noto la tristezza che mi avvolse quando vidi il suo pappagallo, e allora lei, fingendo stanchezza, si fece accompagnare dalla figlia, mia zia, in un negozio di animali di sua conoscenza dove sapeva vendevano un cacatua dal ciuffo giallo non allevato a mano ma molto giovane, 2 mesi compiuti; ma quando arrivò al negozio fu troppo tardi, infatti scoprì che era stato già venduto, perciò, non avendo altri pappagalli di grossa taglia in vendita mia nonna si limitò a comprare una coppietta di cocorite che avevano appena terminato lo svezzamento, ma fu delusa, e si vergognò quando me le pose, in quanto non credeva che degli uccellini così piccoli che non considerava nemmeno veri e propri pappagalli fossero in gardo di dimostrazioni d’affetto neanche d’un poco simili a dei pappagalli di grossa taglia come le are e i cenrini. Ma si sbagliava, quattro giorni dopo a furia di parlare davanti alla gabbia a vanvera e a fissare le cocorite presi coraggio ed infilai la mano dentro la gabbietta e, tutta impaurita senza neanche svolazzare ovunque all’interno della gabbia come il compagno presi in mano la cocorita che avrei chiamato Lucrezia; in un lasso di tempo brevissimo (due settimane e mezzo) riuscii ad ottenere risultati pazzeschi insieme alla mia cocoritina  come avergli insegnato a venire al richiamo, salutare con la zampa e tanto altro ancora. Poi concentrandomi con il compagnetto di Lucrezia, Pierangelo, dopo 3 interi mesi riuscii a dargli un buon addestramento e mi piaceva vedere come mi svolazzavano sul pc quando scrivevo per tenermi compagnia, ed esigevano coccole per la loro “obbedienza”.

    Il corteggiamento di Pierangelo

    Così due anni passarono pigramente e nell’agosto del 2014 mi accorsi che Pierangelo aveva uno strato atteggiamento verso Lucrezia: le cedeva la spiga di panico, lasciava tutta per lei la mia mano piena di frutta e altro buon cibo e cosa ancor più assurda che non aveva mai fatto durante quel caldo afoso era dare la precedenza a Lucrezia per fare il bagnetto, in quanto ogni volta che li portavo in cucina per fare il bagnetto Pierangelo cacciava via Lucrezia dall mia mano, che andava a posarsi nella sedietta situatasi in bagno ad aspettare il suo turno, ma invece in quei giorni lasciava il lavandino tutto per lei andando a situarsi sopra un alto mobile che si trovava sopra lo specchio e andava solitario sulla mia mano una volta soltanto che Lucrezia aveva finito di farsi il bagnetto per bene, bevendo e facendosi la toeletta bene bene, e devo dire che Lucrezia ne approfittava molto, per via dell’atteggiamento spesso scontroso del compagno di stanza che in futuro sarebbe diventato compagno d’amore. Ma finalmente, nel gelido dicembre notai che le mie piccole e dolci cocoritine stavano procreando e perciò uscii dalla loro stanza apposita dove passavano la maggior parte del giorno e dove tenevo la voliera delle cocorite durante la notte, perchè non mi fidavo più di lasciarle fuori dopo la brutta esperienza con Aspasia.

    La cova di Lucrezia

    Per quell’anno purtroppo Lucrezia non mise al mondo dei figli, e non procrearono più, se non qualche rara volta e mi sorpresi molto quando due anni dopo, ai primi di marzo le ritrovai a darci dentro come non mai, ed erano sempre nella loro stanza svolazzando dappertutto compiendo i loro atti d’amore. E ad aprile una o due settimane dopo le vacanze di pasqua trovai una bella sorpresina: due begli ovetti rosa! Poi divennero tre ma la mia piccola purtroppo ne scartò una, ma in ogni caso 20 giorni dopo esatti fu nato un piccolo e tre giorni dopo l’altro e decisi di allevarne uno a mano: uno, poichè avevo paura che per via della mia inesperienza tentando di imbeccarne più di uno avrei potuto ferire o fare del male a uno o entrambi o peggio, dunque ne allevai solo uno, il piccolo Robbie, di cui vi ho parlato nel mio precedente vlog. Finito l’allevamento mi ritrovai un piccolo amore cui decisi di continuare ad alimentare donandogliene altro e pe quanto riguarda l’altra mia cocorita Ricky addestrai anche quella e fu docile quasi quanto Robbie, ma ovviamente non mi amava a tal punto di suo fratello.

    In conclusione… 

    Scoprii che persino un esserino piccolo come una cocorita potesse contenere dentro sè tanto amore quanto un’ara. Non dimenticherò mai la mia piccola Aspasia ma ora ripenso a lei mentre mi fanno compagnia altre quattro cocoritine, alle quali presto se ne aggiungeranno altre in quanto Lucrezia sta nuovamente coraggio. Spero che il mio nuovo blog vi sia piaciuto cari addestratori e ci rivediamo al prossimo blog, o meglio… ci rileggiamo!

    #10097584
    manucoco
    Partecipante
    Topic 5
    Risposte 147

    Leggere le tue scritture sul blog è bellissimo e coinvolgente, complimenti, hai veramente le doti di uno scrittore, sicuramente anche alimentate dalla gioia delle piccole creaturine colorate.{#emotions_dlg.2605}

    #10097585
    Thomas_
    Partecipante
    Topic 32
    Risposte 652

    Tre lettere, una parola: WOW

    #10097586
    Alina
    Partecipante
    Topic 3
    Risposte 7

    io sono solo da pochi giorni sul sito ma ho già letto tutto quello che potevo ed è molto bello sentire di storie come questa,soprattutto per chi come me è alle prime esperienze con questi animali Embarassed riguardo alla triste fine della tua povera Aspasia mi limito a dire che alla stupidità e alla cattiveria delle persone non c’è limite,pensa che io possedevo un dolcissimo gatto nero che dopo essere sparito la notte di halloween,cosa che non era mai successa perchè lui non si allontanava da me,lo ritrovai poi morto avvelenato la mattina dopo perchè come mi sentii dire da alcuni vicini c’era chi lo considerava causa di sfortuna per il colore del pelo…

    dopo di lui non ho piu avuto altri animali e spero che adesso questi piccoli pappagallini possano portarmi la fecilità che hanno restituito a te !

    #10097587
    RobbieCoco
    Partecipante
    Topic 4
    Risposte 11

    Grazie mille per le tue belle parole manucoco, magari scrivendo nel cocoblog qualche errore lo faccio anch’io (ce n’è già uno nella prima frase) ma diciamo che mi do da fare

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