Grit, no grazie

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  • #10018801
    Samihh
    Partecipante
    Topic 57
    Risposte 288

    Ciao a tutti. Questo è il titolo di un argomento in cui mi sono imbattuta leggendo il mio nuovo libro sui pappagalli. Dicono che non è necessario firnire loro il grit ma anzi, è addirittura pericoloso. 

    #10018802
    Grethel
    Partecipante
    Topic 38
    Risposte 195

    Dovresti fornire il titolo del libro. E il perchè possa essere pericoloso secondo l’autore.

    #10018803
    Samihh
    Partecipante
    Topic 57
    Risposte 288

    Il manuale dei pappagalli di bianca allessandrini. Dicono che alcuni uccelli in liberta , siccome la buccia dei semi ingerita impedirebbe ai succhi gastrici di assorbire i nutrimenti contenuti all interno dei semi hanno bisogni di ingerite piccoli sassolini che non vengono digeriti ma servono peoprio come un ingranaggio di una macchina per triturare la buccia. Peró i pappagalli a differenza degli altri uccelli hanno un becco altamente specializzato, dotato di una zigrinatura grazie alla quale riescono letteralmente a sbucciare i semi. Pertanto per loro il grit non è necessario. Anzi è addirittura pericoloso.

    Ecco questo è quello che c è scritto. Lo chiedo perche i miei lo mangiano non vorrei li faccia male

     

     

     

    #10018804
    Grethel
    Partecipante
    Topic 38
    Risposte 195

    Andando un pò in giro su internet, ho letto il parere del Dr. Conzo – che tralaltro lavora al parco dei pappagalli, potremmo chiedere di persona. http://www.parcodeipappagalli.com/parcoweb/index.php?option=com_content&task=view&id=38&Itemid=97

     

    Copio-incollo il suo parere:

     

    I PAPPAGALLI NECESSITANO DEL GRIT?

     

     

    Il grit è un elemento tradizionalmente considerato indispensabile nel corretto mantenimento degli uccelli da gabbia ed ampiamente consigliato da molti allevatori, rivenditori e libri divulgativi. Con l’avanzamento delle nozioni nel campo della fisiologia, alimentazione e patologia degli uccelli domestici, psittacidi in particolare, sono stati avanzati seri dubbi sulla reale necessità che hanno gli uccelli di ingerire particelle di grit. Proviamo, quindi, ad esaminare i motivi che inducono ad utilizzare il grit, unitamente a quelli che ne sconsigliano l’impiego.

     

    Che cos’è il grit e perché viene generalmente utilizzato.

    Di fondo bisogna considerare che vi sono due tipi differenti di grit: quello insolubile e quello solubile. 

    Il grit insolubile è costituito da piccole particelle di silicati, non viene digerito dal sistema gastroenterico degli uccelli, permanendo, quindi, nell’organismo fino a che non viene eliminato con le feci. Molto spesso permane all’interno dello stomaco per tutta la vita del volatile. Data la particolare consistenza svolge la funzione di “macina” nel ventricolo degli uccelli, supportando l’opera della muscolatura gastrica e contribuendo significativamente alla digestione di alimenti grossolani altrimenti non digeribili. In particolare lo stomaco degli uccelli, in assenza di grit, non avrebbe la possibilità di aggredire i semi interi in quanto il guscio impedirebbe ai succhi gastrici di accedere alla parte edibile del seme stesso. L’azione di macinatura delle particelle silicee di grit insolubile presenti nello stomaco contribuisce, appunto, allo sfaldamento del guscio (già ammorbidito dopo il transito nel gozzo) permettendo agli enzimi gastrici di penetrare e digerire il seme. Questo è quanto avviene nel sistema digerente di quegli uccelli granivori che sono soliti ingerire semi interi, senza sbucciarli preventivamente (colombi, tortore, polli, ecc…). Sperimentalmente è stato evidenziato che la capacità digestiva dei semi in polli a cui veniva offerto del grit era del 10% superiore a quella di polli deprivati di grit. Tali risultati non sono stati mai dimostrati negli uccelli da gabbia.

    Il grit solubile, invece, è costituito essenzialmente da carbonato di calcio (ottenuto, generalmente, da gusci d’ostrica triturati) per cui può essere digerito dall’apparato digerente degli uccelli. Il grit solubile viene utilizzato soprattutto quale apportatore di calcio per l’organismo, ma ha limitata azione di macinatura nello stomaco. Spesso a questo tipo di grit viene associato, in composizioni presenti in commercio, del carbone attivo vegetale (carbon-grit) allo scopo di adsorbire eventuali sostanze tossiche presenti nell’intestino degli uccelli.

     

    I nostri pappagalli necessitano di grit?

    E’ questa la domanda fondamentale da porsi. I pappagalli in cattività usano sbucciare i semi, grazie al becco che permette loro che questa operazione venga svolta con la massima accuratezza. Anche pappagalli di grande taglia sono, infatti, in grado si sbucciare con gran cura tanto un grosso seme di girasole quanto un piccolo seme di miglio. Il seme, quindi, viene ingerito completamente privato del guscio, ammorbidito nel gozzo ed è, dunque, perfettamente aggredibile dai succhi gastrici. Nei pappagalli, quindi, la funzione di macinatura, svolta dal grit insolubile nello stomaco, non è necessaria ai fini della digestione. 

    O, almeno, questo è ciò che si verifica nei pappagalli in buona salute, per i quali esistono dati di soggetti vissuti in perfetta forma sebbene privati del grit per oltre 20 anni (Avian Medicine: Principles and Application. Ritchie, Harrison & Harrison, 1994). Nei pappagalli con insufficienza pancreatica od altre difficoltà digestive sembra, invece, che l’assunzione di piccole quantità di grit possa giovare alle funzioni digerenti in quanto la funzione meccanica di macinatura compenserebbe, almeno in parte, il deficit enzimatico. E’ consigliabile, tuttavia, che in questi casi sia il veterinario a decidere il trattamento più opportuno, piuttosto che ricorrere autonomamente alla somministrazione di grit. 

    Discorso diverso merita il grit solubile, in quanto, come detto, viene utilizzato come fonte di calcio per un organismo che, se alimentato con dieta basata sui semi (ricca in fosforo), presenta fatalmente un equilibrio calcio/fosforo sbilanciato in favore di quest’ultimo, richiedendo un integrazione alimentare di calcio. Tale scompenso può, tuttavia, essere corretto più semplicemente somministrando al pappagallo una dieta bilanciata od un integratore alimentare apposito.

     

    Possibili problemi causati dal grit.

    Il pappagallo in cattività può essere indotto, per noia, per problemi comportamentali o semplicemente per gioco, ad ingerire grandi quantità di grit nel caso in cui possa avere libero accesso ad esso. Le particelle di grit, in questi casi, andranno a depositarsi nel gozzo, nel proventricolo e quindi nel ventricolo, causandone progressivamente la distensione. In queste condizioni lo stomaco costipato non è più in grado di svolgere i propri movimenti e le funzioni digestive vengono ad essere interrotte, causando la morte del volatile. Questi casi sono stati osservati con una certa frequenza negli USA, ma stanno divenendo comuni anche in Europa. E’ da ricordare che questi fenomeni di costipazione possono avvenire non solo in seguito all’assunzione di grit insolubile (non digeribile), ma anche per ingestione di quantità elevate di grit solubile. Allo stesso modo bisogna pensare che i casi di costipazione gastrica possono essere conseguenti anche all’ingestione di qualsiasi altro corpo estraneo (pezzetti di plastica, polistirolo, metallo, ecc..), come dimostrano i non rari rilievi di tali oggetti nello stomaco dei pappagalli. Il carbone attivo presente in alcuni prodotti, inoltre, inibisce l’assorbimento di A, B2 e K, potendo causare uno stato carenziali che va ad aggravare le condizioni di carenza in cui si trovano molti pappagalli alimentati con diete a base di semi. Tali effetti collaterali sono decisamente più importanti di eventuali benefici apportati dal carbone attivo, il cui impiego può essere considerato in caso di effettiva necessità.

     

    Conclusioni.

    Per i motivi sopra evidenziati vi è la tendenza a sconsigliare l’impiego di grit nei pappagalli anche in considerazione che essi non ne hanno bisogno per le funzioni digestive e che la supplementazione di calcio può essere ottenuta con mezzi più sicuri ed efficaci. Di questa opinione è la maggior parte dei veterinari aviari tanto che già negli anni ‘80 è stato presentato un pannello, all’annuale conferenza della AAV, sconsigliante l’impiego del grit. 

    Questo non vuol dire, ovviamente, che il grit debba necessariamente causare problemi ai pappagalli, in particolare se viene fornito grit solubile in limitate quantità. Tuttavia, non essendo mai stato scientificamente provato che si tratti di un elemento indispensabile all’organismo, ma al contrario sono stati documentati vari casi di costipazione gastrica causata dal grit (Avian Medicine: Principles and Application. Ritchie, Harrison & Harrison, 1994) è consigliabile che esso non venga somministrato ai pappagalli, ricorrendo ad altri metodi più sicuri per integrare il calcio nella dieta.

    Come sempre la dieta dei pappagalli è un elemento cruciale per il loro corretto mantenimento in cattività ed il frequente riferimento all’alimentazione, al comportamento ed alle condizioni dei pappagalli allo stato selvatico non è applicabile, per ovvi motivi, ai pappagalli in cattività. Allo stato captivo, inoltre, viene a perdersi spesso anche la capacità di autoregolazione del pappagallo nei confronti dei propri fabbisogni alimentari e nella capacità di distinguere ciò che è tossico da ciò che non è commestibile. L’affidarsi alla presunta abilità dei pappagalli nel distinguere ciò che è meglio per il loro fabbisogno causa spesso brutte sorprese nei proprietari.

     

    Dott. Gino Conzo – Medico Veterinario – Giugno 2008

    #10018805
    Samihh
    Partecipante
    Topic 57
    Risposte 288

    Ecco 🙂 in poche parole se i pappagalli stanno bene e sbucciano i semi non è necessario. E io ogni giorno tiro via grandi quantita di bucce di semi dalla gabbia. 🙂 grazie mille 

    #10018806
    stellaechico
    Partecipante
    Topic 106
    Risposte 566

    Quindi da quello che ho letto il grit nn serve anzi potrebbe far male, pero mi chiedo io ad esempio lo metto sul fondo della gabbia come sabbietta e vedo che i miei coco ci vanno qualche volta a beccarlo lo usano piu spesso per grattarsi il becco, adesso che stella sta deponendo chico che le porta da mangiare preferisce assieme ai semini e al pastoncino  grattare un po di osso di seppia per fare il miscuglio da portarle. 

    #10018807
    Samihh
    Partecipante
    Topic 57
    Risposte 288

    É proprio per questo che mi sono preoccupata. Perche anche i miei vanno a volte sul fondo e beccano il grit. Nel libro consigliano di mettere sul fondo carta da cucina o da giornale. Non corteccia, mais o sabbia perche loro volando alzano le polveri che poi respirano e nonnli fa bene.

    #10018808
    michele86
    Partecipante
    Topic 74
    Risposte 2.741

    ciao samihh questa notizia “spiazza” un pò tutti io pure uso il grit per i miei coco in una mangiatoia,e devo dire che lo gradiscono e che lo vanno a mangiare quando ne hanno il bisogno,speriamo che non gli faccia male Undecided

    #10018809
    stellaechico
    Partecipante
    Topic 106
    Risposte 566

    Ciao ma mi domando non e’ più pericolos per loro se magari vanno a beccare la carta e qualche pezzo lo ingoiano? A questo punto meglio asciare il fondo senza nulla e lo si pulisce più spesso con acqua calda e detersivo, risciacquando molte volte e molto bene il tutto Yell

    #10018810
    Samihh
    Partecipante
    Topic 57
    Risposte 288

    Probabilmente essendo esserini intelligenti riconoscono che carta o giornale non sono commestibili. Non saprei io ho riportato cio che il libro diceva 🙂

    #10018811
    michele86
    Partecipante
    Topic 74
    Risposte 2.741

    eheheh su questo sono d’accordo con te samihh il mio Wall-e quando esce e vede che prendo un tovagliono ne vuole uno pure lui,non fa nulla di che,lo mordiccia lo strappa ci gioca un pò poi lo butta e ricomincia fino a quando non lo riduce a brandelli eheheh quindi credo anche io che siano molto intelligenti

    #10018812
    fabio38
    Partecipante
    Topic 40
    Risposte 842

    io fornisco grit solubile che all interno del loro stomaco si scioglie e non crea occlusioni intestinali piu sali minerali in  polvere e calcio oltre l osso di seppia

    #10018813
    stellaechico
    Partecipante
    Topic 106
    Risposte 566

     

    He he he comunque avete piu` che ragione sono molto intelligenti, e sicuramente con meno plvere che svolazza qua e la e meglio per tutti nn solo per loro, anche perche` mi sono spesso accorta che gli escrementi nn attacandosi svolazz qua e la assieme alla polverina e al gritt . 🙂

    #10018814
    Claudia
    Moderatore
    Topic 65
    Risposte 9.449

    Grazie per l’ottimo contributo!

    Appena ho tempo lo riassumo in un articolo che possa rimanere ben in evidenza!

    #10018815
    Samihh
    Partecipante
    Topic 57
    Risposte 288

    Bene! Grazie Clo! É proprio vero che non si finisce mai di impaRare! 🙂

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