Il Parco dei Pappagalli

In un assolato e caldissimo pomeriggio di quest’ultima decade di agosto sono finalmente riuscito a visitare il famoso Parco dei Pappagalli, situato a Latisana, cittadina posta sul confine tra Veneto e Friuli. Il caldo implacabile sconsiglierebbe la visita, ma, vivendo a Roma e trovandomi a passare in zona decido di effettuarla lo stesso con moglie e figli al seguito.

Chiedo alla proprietaria se è possibile effettuare una visita guidata pur non avendola prenotata e lei mi accontenta. Erano le 15 e la signora ci consiglia di aspettare almeno le 16.30, poichè a causa del caldo molti animali preferiscono evitare la parte esterna della voliera, ossia quella visibile agli spettatori) per rifugiarsi in quella interna, climatizzata.

Entrando nel parco la cosa che subito colpisce è la possibilità  di ammirare splendidi esemplari liberi di volare tra gli alberi del parco e fare capolino dalle fronde dei rami.

Ci ritroviamo sotto un alberello dove un superbo ara giacinto si ripara dai raggi solari insieme ad un altro bellissimo ara variopinto. Cerchiamo sollievo dal sole feroce sotto un noce e ecco che tra i rami spunta un grosso cacatua impegnato nel saccheggiare l’albero sgranocchiando i suoi frutti… .Cacatua delle Molucche intento a sgranocchiarsi una noce appena colta dall'albero stesso

Ci sediamo poi a mangiare un gelato e facciamo la conoscenza di Giorgio, il gestore, che ci prepara personalmente un caffè che definire eccellente è un eufemismo 🙂 I pappagalli che si aggirano tra gli alberi non lo perdono d’occhio un istante e ad ogni suo cenno sono prontissimi a planare sul suo braccio per ricevere coccole ed un contatto affettuoso.Cacatua dal ciuffo giallo che ci ha costantemente seguiti per tutta la visita

Alle 16.30 Giorgio ci affida ad un suo collega che ci conduce a visitare le voliere, che si presentano tutte invariabilmente ampie, per nulla affollate (i pappagalli di media e grossa taglia sono alloggiati in coppia), concepite per assicurare agli animali un doppio ambiente separato da piccoli oblò aperti. La parte interna, non visibile agli spettatori, è climatizzata, rinfrescata in estate e riscaldata in inverno. Curiosamente molti pappagalli scelgono di sostare proprio nell’oblò appollaiandosi in posizioni spesso comiche e rinfrescandosi con la leggera ventilazione dovuta alla differenza di temperatura fra i due ambienti.

La guida ci mostra le specie ospitate: amazzoni, conuri, cacatua, ara, vasa, lorichetti, parrocchetti, roselle, ecletti, inseparabili, calopsite e anche una nutrita schiera di cocorite, tutte visibilmente in ottime condizioni di salute ed alloggio.

Le voliere sono sistemate per zone di provenienza dei pappagalli. La guida si mostra, nonostante il caldo, disponibile a rispondere alle mille domande che gli pongo su tanti aspetti che mi incuriosiscono. Particolare buffo, durante tutta la visita un bellissimo cacatua dal ciuffo giallo, visibilmente affezionato alla guida, ci segue saltellando sui tetti delle voliere e ogni tanto ci sorprende saltandoci in testa a tradimento.

Abbiamo anche la fortuna di poter assistere all’imbecco tramite siringa di tre giovani amazzoni in fase di svezzamento.Ara giacinto che mangia le noccioline dalle mani

Finito il tour tra le voliere la guida ci riporta da Giorgio che completa la visita guidata con un momento di stretto contatto con gli animali. Ci sediamo sul prato all’ombra di un albero e Giorgio con pochi segnali chiama l’ara giacinto adocchiato in precedenza, un altro magnifico ara ed uno splendido cacatua. Gli animali si staccano dagli alberi e planano tra di noi. Giorgio ci spiega come porgergli da mangiare senza intimorirli. Lo bombardo di domande e lui da autentico appassionato spazia inarrestabile da un argomento pappagallesco all’altro mentre i tre animali girano tranquilli sul prato intorno a noi sgranocchiando noccioline. Gli chiedo se è possibile farsi salire un ara sul braccio, ma mi risponde che se il pappagallo non lo fa di sua spontanea volontà  non è il davvero caso di forzarlo a rischio di qualche malaugurata beccata.

Si avvicina l’orario di chiusura, Giorgio prende i tre magnifici volatili e li ripone nella voliera per la notte, poi ci viene incontro tenendo posato sulla mano un meraviglioso lorichetto arcobaleno. Il pappagallo spicca un lungo e velocissimo volo nel cielo per tornare poi subito sul braccio dell’uomo. Lo prendiamo tutti sulla mano offrendogli dei pezzetti di nocciolina da sgranocchiare.Cacatua ghiottissimo che mangia una nocciolina

Una bellissima esperienza insomma. Colpisce più di ogni altro aspetto il rapporto disteso e naturale tra l’uomo ed il pappagallo, un rapporto di fiducia dove le voliere rappresentano per gli animali la casa, il riparo, il luogo dove trovano il nutrimento senza costituire per questo una prigione.

Vedere questi animali lasciati liberi di volare maestosi da un albero all’altro è emozionante, un po’ come ammirare dei cavalli al galoppo su un pascolo di montagna. Una visita obbligata per chi ama, apprezza o è semplicemente incuriosito dal mondo dei pappagalli. Nella speranza che un posto come questo possa non chiudere mai.

Visita il sito web del Parco dei Pappagalli

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