L’amore coniugale tra pappagallini

Primavera.I prati e i rami degli alberi si riempiono di fiori, gli uccellini cinguettano tutto il giorno.
La natura si risveglia.Siamo nella stagione della vita, vita che nasce dall’amore.
Oggi vi voglio parlare dell’amore che si instaura tra le coppie di pappagallini, perché non sempre è scontato, non sempre è corrisposto, non sempre è felice…..ma quando c’è , è uno degli spettacoli più belli al quale possiamo assistere.
L’amore tra due pappagallini può essere di tipo coniugale o materno.
In questo articolo vedremo quello di tipo coniugale, perché il secondo merita una trattazione separata.
Non è assolutamente scontato che un maschio e una femmina di cocoriti , messi insieme , si piacciano e decidano di mettere su famiglia.
Purtroppo la poca informazione che ancora c’è in giro al riguardo, induce molte persone alle prime armi ad andare in un negozio, acquistare un maschio e una femmina sulla base del proprio criterio estetico, tornare a casa, fornire la casetta in legno come suggerito dal negoziante e dopo pochi giorni domandare delusi a conoscenti e non per quale motivo la sua coppia non si riproduce.
Risposta: perchè non è una coppia.
L’equivoco ovviamente nasce dal considerare i pappagallini esseri non dotati di sufficiente intelligenza da provare qualcosa di simile ai sentimenti.
Invece i nostri pappagallini, i sentimenti li provano eccome e basta osservarli con un minimo di costanza per accorgersi come simpatia, antipatia, gelosia, rancore, risentimento, solidarietà , noia, tristezza , felicità , eccitazione sono solo alcune delle sfaccettature emozionali che animano quei trentacinque grammi di meraviglia del creato.
Quindi , cosa accade alla nostra coppia?
Iniziamo con dire che nella maggior parte dei casi i due soggetti sono ancora giovani(4-5 mesi) e quindi non pronti per riprodursi.
Se invece avessero l’età  giusta, esiste il rischio concreto di aver scelto i pappagallini separandoli dai rispettivi compagni, che sono rimasti , soli, nel gabbione del negozio, ammesso che qualcuno non abbia rotto le coppie di fatto prima di noi.
Quindi è molto probabile che abbiamo in casa soggetti traumatizzati dal non trovare più il loro partner ma di trovarsi in un ambiente sconosciuto insieme a una cocorita sconosciuta.
A volte le cose vanno bene, i due pappagallini erano entrambi single e provano un forte colpo di fulmine reciproco: è un’ottima premessa per una coppia prolifica e affiatata, ma non è la situazione più frequente.
Nei casi intermedi,  sempre nell’ipotesi di aver scelto pappagallini single, i due si sono mediamente indifferenti, e dopo qualche giorno il più audace-di solito il maschietto- tenterà  un approccio conoscitivo con la compagna di gabbia: il tempo in questi casi farà  il resto, i due pappagallini inizieranno a fare qualche voletto insieme, condividere qualche gioco, mangiare dalla stessa spiga di panico e pian piano la loro amicizia si consoliderà .Se il maschietto è gradito alla femmina, e se è l’unica scelta, è probabile che lei cederà  alla sua corte, iniziando ad accettare i grattini e il cibo: la coppia si sta formando, ma è un processo che può  richiedere mesi.
Se i pappagallini si scambiano cibo e coccole già  dopo qualche giorno, significa solo che si piacciono , ma le femmine sono solite contrarre lunghi fidanzamenti prima  di concedersi e diventare mogli ufficialmente.
Esiste anche il caso di reciproca ed evidente antipatia a pelle che si manifesta da subito, nello stesso modo del colpo di fulmine: la femmina cerca di beccare il maschio se si avvicina o se cerca di mangiare dalla stessa mangiatoia dove si trova lei; i due cocoriti riposano su posatoi distanziati.
In questo caso meglio riportare subito uno dei due in negozio e cambiarlo, magari cercando di capire se uno o entrambi facevano già  coppia con qualcuno; se lasciati insieme esiste il rischio concreto che la femmina prima o poi beccherà  a morte il maschio, specie se la convivenza forzata è in una gabbietta di anguste dimensioni.
Vediamo cosa succede quando la nostra coppia si piace e convive pacificamente.
Considero 3 mesi il tempo minimo tra l’acquisto della coppia e la messa a disposizione del nido, anche se la mia esperienza personale mi suggerisce tempi di gran lunghi più lunghi.
La coppia deve avere almeno un anno perché se troppo giovane la femmina potrebbe non aver l’istinto materno corretto(deponendo sul fondo della gabbia anziché nel nido oppure non covando le uova correttamente deposte o ancora non nutrendo i pulli correttamente nati)oltre a incorrere nel rischio di ritenzione dell’uovo, una patologia che benchè curabile se presa in tempo, è costata la vita a tante giovani mamme.
Se quindi i nostri cocoriti hanno almeno un anno di età  e si conoscono da alcuni mesi, ma almeno da 2-3 mesi si scambiano affettuose coccole e cibo, possiamo provare a dar loro il nido e osservarne la reazione.
La femmina interessata, dopo averne ispezionato con cura le pareti perimetrali , entrerà  a preparare l’interno grattandone il fondo in legno .Il maschio sarà  li fuori a farsi accurata toeletta e di tanto in tanto si affaccerà  discretamente nel nido per accertarsi che vada tutto bene.
Il cibo sarà  abbondante e vario nella gabbia, se siamo in primavera la presenza di fiori di mimosa o di acacia non possono che avere un effetto positivo sulla buona riuscita dell’impresa.
Con il trascorrere dei giorni la femmina uscirà  dal nido sempre più raramente e il suo compagno penserà  a nutrirla , passandole il cibo tramite l’oblò di accesso.
Durante le uscite della femmina avverranno anche gli accoppiamenti, che consistono nella salita del maschio sulla schiena della femmina e con contatto delle cloache , spesso in situazioni di equilibrio e di eccezionale abilità .
Durante l’accoppiamento il maschio abbraccia la sua compagna con l’ala, in segno di affetto ma anche per proteggerla.Molti maschi romantici baciano la compagna.
Se la coppia è pronta, entro 5-7 giorni al massimo arriverà  il primo uovo.
Se in dieci giorni non viene deposto nulla, il nido va tolto e il tutto rinviato: lasciare il nido per un tempo più lungo non fa che compromettere la possibilità  di una cova futura, perché questo oggetto , oltre a perdere la sua funzione di stimolante alla riproduzione, viene considerato un gioco o un rifugio.
Se avete la fortuna di possedere un gruppo numeroso di pappagallini(almeno 12-15 soggetti)vi accorgerete quanto siano interessanti le dinamiche amorose di convivenza.
I maschi, oltre al rapporto d’amore con una femmina, sanno stringere solide amicizie con altri maschi del gruppo: se poi uno dei due prende moglie e l’altro no, quest’ultimo resterà  per tutta la vita l’amico fidato di famiglia, che da il cambio al compagno durante la cova della moglie, che resta di guardia al nido se lui deve allontanarsi in cerca di cibo, o -fuori dal periodo di cova-nel ruolo di guardia del corpo della moglie per proteggerla dalle avance di altri maschi..
Può capitare che l’amico di famiglia perda la testa per la moglie del suo compagno: le femmine di cocorita sono generalmente spose fedeli, e accettano la corte dell’amico senza reazioni particolari(anziché allontanarlo con sonori tentativi di beccata come fanno invece con  i maschi estranei che tentano un approccio) ma ho potuto osservare due casi in cui questo non è avvenuto.
La variabilità  di caratteri , gusti e personalità  è molto evidente tra le cocorite, e una femmina timida  appartenente a un “rango” inferiore(le cocorite possiedono una loro gerarchia interna, e come accade per gli uomini, ci sono soggetti di maggior successo e che godono di miglior credito sociale di altri) può compiacersi delle attenzioni di più maschi.
Possiedo una cocorita da sempre poco considerata nel gruppo: da piccola era la compagna di giochi della cocorita più importante(la regina), che la sottometteva anche fisicamente montandole sulla schiena  in segno di dominazione.Di carattere timido e remissivo, non ha mai cercato approcci con nessuno.Non aveva un fidanzato, finchè un bel giorno si ritrova sposa del cocorito più bello del gruppo, che era il marito ripudiato della regina dopo una cova andata buca.
Da quel giorno la piccola cocorita ha acquistato visibilità  diventando l’oggetto del desiderio di molti maschietti.Ha mantenuto il suo carattere timido , ma proprio non sa dire di no alle avance e alle attenzioni maschili, scatenando la gelosia folle del suo bellissimo marito ogni volta che si fa cogliere in atteggiamento poco opportuno con un altro maschio.
Per non dilungarmi troppo, durante una cova, il suo bel marito lasciò di guardia al nido l’unico maschio di cui si fidava e che si era sempre comportato bene con sua moglie.
Purtroppo al rientro il fidato guardiano era all’interno del nido che si dilettava con la gestante.
Ricordo una nuvola di piumini . Nessuno si fece male perché intervenii per tempo a separare i due maschietti, ma dal quel giorno quella coppia perse l’amico di famiglia.
Un altro caso in cui l’amore si manifesta come prova di intelligenza dei nostri uccellini riguarda la gelosia.Quella femminile questa volta.
Le femmine sono gelose e possessive e pronte a difendere territorio, uova, pulli  e in qualche caso marito con metodi poco gentili.
Arrivano a uccidere, e lo fanno senza troppi complimenti.
Ma quando la forza bruta non basta, l’astuzia viene di supporto.
Una femmina di temperamento  introverso, innamorata di un maschietto dongiovanni , per ben due volte , a distanza di un paio d’anni l’una dall’altra, ha fatto leva sulla gelosia per riconquistare il suo bello.
La prima volta , ha reagito alle continue corna del fidanzato facendosi vedere per qualche giorno in dolce compagnia di un altro maschio libero.Quando il fidanzato ha capito che rischiava veramente di perderla, è tornato di corsa da lei, intrapreso una cova insieme e messo su famiglia.
Per qualche tempo il maschietto dongiovanni ha messo la testa a posto, non facendo mai mancare niente alla sua sposa , nonostante qualche scappatella innocente.
Solo dopo un paio di anni, la sposa non si è sentita più sufficientemente appagata dalle attenzioni del marito, così  una bella sera decide di concedersi al genero sotto lo sguardo del suo bello: in una frazione di secondo , lui ha colto il messaggio, e si è sostituito al genero nell’atto amoroso.Da quel giorno , fino alla sua prematura scomparsa, non ha più trascurato la sua bella cocorita.
Trentacinque grammi. Un concentrato di emozioni, sentimenti e qualcosa di simile a quelli che noi chiamiamo “ragionamenti”. Lo avreste mai detto?
Racconti tratti da osservazioni personali nella mia famiglia di cocorite.
Due foto gentilmente concesse dal sito http://lacocoritagiuliva.blogspot.it/

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