La muta francese nei pappagallini

Attila è una pappagallina di tre anni.Silvia l’ha trovata per terra in un prato una primavera di tre anni fa, si è accorta che la piccola-all’epoca avrà  avuto 3-4 mesi- era spaventata e disorientata e l’ha raccolta e portata a casa con se,nutrendola e dedicandole amorevoli cure.

Tuttavia non è servito molto tempo per capire che la piccola Attila non riusciva a volare: il piumaggio era completo ma le penne delle ali e della coda nascevano fragili e si spezzavano subito, rendendo la piccola impossibilitata nell’attività  caratteristica della sua specie: il volo.
Dopo averla fatta visitare e analizzare da più specialisti , arriva la diagnosi della malattia di cui soffriva: PBFD, comunemente nota come muta francese.
Si tratta di un virus che si trasmette da pappagalli infetti attraverso la polvere delle penne, le feci , le secrezioni gastriche, o geneticamente, dalla madre infetta all’embrione.
E’ possibile che soggetti adulti che non manifestano i sintomi della malattia,ne siano comunque portatori sani, ma se si viene colpiti da giovani e si sopravvive, i sintomi sono una progressiva perdita del piumaggio.
Se si sopravvive.Già .Quando infatti il virus si manifesta nei nidiacei , spesso ne causa la morte, mentre dopo il mese di età  la sopravvivenza è quasi del 100%,nella forma cronica, mentre la forma acuta causa grave scompenso metabolico nei soggetti alla prima muta , spesso fatale. 
Un pappagallino colpito da PBFD presenta una grave alterazione immunitaria ed è più soggetto alle infezioni.
I pappagallini colpiti dalla forma cronica perdono progressivamente le penne e le piume, fino a restare quasi completamente deplumati: in queste condizioni il pappagallino va mantenuto in un ambiente di almeno 22-24 gradi perché gli manca l’elemento fondamentale per il mantenimento del calore corporeo.
Il loro fisico può avere anche uno sviluppo più lento e restano un po più piccolini del normale. Anche se molto vitali, i pappagallini malati di PBFD hanno un bisogno di sonno spesso superiore ai loro simili sani: anche riposini di pochi minuti durante la giornata sono necessari per ricaricare le pile.
Esistono due ceppi virali che sono responsabili della muta francese:il poliomavirus(APV) e il circovirus(PBFD).
La differenza tra APV e PBFD è che le lesioni determinate dal primo ceppo tendono a risolversi spontaneamente dopo alcuni mesi, mentre quelle determinate dal secondo permangono per tutta la vita, anche se sono noti alcuni casi di remissione spontanea.
Nei casi cronici avanzati la malattia può intaccare il becco rendendo il pappagallino incapace di nutrirsi e la morte sopraggiunge velocemente per questo motivo.
Esistono anche casi di fragilità  del piumaggio per malnutrizione che non vanno confusi con la muta francese: un riequilibrio della dieta e un’integrazione vitaminica in genere è sufficiente per rafforzare le piume.
Sia nei casi di muta normale che nei casi di muta francese è fondamentale aiutare il pappagallino con l’alimentazione, fornendo alimenti che possano sostenere il suo fisico in questo momento delicato: frutta e verdura fresca di stagione, alimenti ricchi di silice(equiseto fresco o in tisana, miglio, grano e avena)e amminoacidi solforati (albume d’uovo, alga spirulina, semi di sesamo, piselli e broccoli)che rivestono un ruolo importante nella creazione del nuovo piumaggio.
Purtroppo la poca informazione che c’è intorno a questa malattia porta molti allevatori a sopprimere soggetti malati di APV e di PBFD,ignorando che la trasmissione può avvenire solo in determinate condizioni e che si può prevenire con corretta gestione.
Tornando alla storia di Attila, Silvia ci riferisce come l’handicap fisico abbia portato a far sviluppare nella sua pappagallina altre qualità , in primis l’intelligenza.
Attila è l’ombra della sua salvatrice, la segue in tutti i suoi momenti quotidiani, dal lavoro ai corsi di zumba, dalle uscite con le amiche alla spesa al supermercato: è diventata la mascotte di ogni ambiente che Silvia frequenta, si arrabbia e protesta se capisce che rischia di essere lasciata a casa, dimostra il suo affetto e la sua gioia invece ogni volta che riceve i complimenti delle tante persone che conosce nella sua vita diversa da quella delle altre cocorite, ma non per questo meno piena e gratificante.
Attila non ha perso l’istinto al volo: capita che si lanci dopo essersi arrampicata o dal tavolo. Le mille cadute anche di quando era più piccina,non servono ad evitare che l’istinto vinca.
Attila quando è a casa ha due amiche quasi come lei…Pippola e Thai sono due cocoriti che stanno bene, ma che accettano di giocare con lei anche se non può volare ed è esteticamnete meno colorata….anzi…sapete una cosa?Thai, il maschietto, è innamorato perdutamente di Attila,la corteggia, la imbecca, la protegge nonostante abbia a disposizione Pippola, una bellissima pezzata bianca e azzurra, con la quale va molto d’accordo….è proprio vero che l’amore è cieco!
In conclusione, se vi capita un pappagallino colpito da PBFD, non dispiacetevene, anzi, amatelo ancora di più e lui vi ricambierà  facendovi un dono che non ha prezzo

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