ClaudioDVM
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- 13/04/2015 alle 23:27 #10093143
La prognosi ipotizzabile sulla base della sola sintomatologia clinica appare tendenzialmente infausta. Le possibilità diagnostiche a mezzo di esami collaterali non equivalgono sempre, come è noto, ad opzioni terapeutiche di successo. In ragione di ciò consiglio come protocollo minimo una valutazione dello striscio fecale seguito, se necessario, da esame colturale con antibiogramma, esami tossicologici (zinco/piombo) ed esame radiologico. Fondamentale al momento è una terapia di supporto consistente nell’alimentare il pappagallino, anche forzatamente, ma riducendo al minimo stress e manipolazioni, con preparati solubili specifici (recovery); sistemarlo in una camera calda; fornire una terapia immunostimolante e disintossicante di supporto. Valuterei la possibilità di somministrare antinfiammatori non steroidei.
21/03/2015 alle 20:58 #10091576Potrebbe trattarsi di un problema neurologico dall’eziologia più disparata (infettiva, ischemica, degenerativa, da carenza nutrizionale…). Soltanto un’accurata valutazione clinica sarà in grado di confermarlo. In questi casi la terapia verterebbe su antinfiammatori ed integratori ad attività neurotrofica.
20/02/2015 alle 14:09 #10089657Tumefazioni della regione cloacale possono essere ascrivibili, tra l’altro, ad una ritenzione dell’uovo (le cui cause sono molteplici), ad un’ernia o a depositi di adipe (anche lipomi in certi casi). Consiglio una visita veterinaria.
21/01/2015 alle 15:59 #10051851Verdure, preferibilmente a foglia scura, ben lavate, a temperatura ambiente e crude. Consiglio una base di pellet, integrazione con semi, frutta e verdure. Per abituarle occorre tempo e pazienza. A volte, tra le varie tecniche applicabili, aiuta la privazione temporanea (qualche ora) del cibo cui sono abituate per stimolarle ad interessarsi ad altro.
21/01/2015 alle 15:21 #10051853Una parte delle cocorite disponibili in commercio deriva da incroci con i soggetti inglesi, di taglia maggiore e morfologia differente. Il risultato è una categoria di esemplari dalle caratteristiche intermedie e molto variabili (tipici quelli a petto pronunciato con testa piccola), volgarmente definiti “migliorati”.
21/01/2015 alle 15:18 #10051091E’ sempre consigliabile lasciare una piccola fonte di luce, che non sia di troppo disturbo, durante la notte. Alcuni pappagalli, ed in particolare alcune mutazioni (es. alcune calopsiti pezzate), possono soffrire di disturbi neurologici che provocano perdite di equilibrio. Migliorare la visione notturna aiuta i soggetti in difficoltà a non spaventarsi eccessivamente se ciò accade ed a riposizionarsi in breve tempo. Rari episodi di perdite di equilibrio notturne possono essere fisiologiche; spesso è un rumore a spaventarli ed a farli svegliare di soprassalto.
21/01/2015 alle 15:06 #10050356In genere è bene fare un controllo subito dopo l’acquisto ed uno ogni 6-12 mesi. Nel caso specifico, non volendo andar tanto per il sottile, può essere poco significativa la differenza tra oggi ed un mesetto se i pappagallini si mostrano fino ad allora apparentemente in buone condizioni. Buona serata.
21/01/2015 alle 14:43 #10050360E’ il foglio di alluminio che va passato al forno prima dell’utilizzo, non certo le feci. Non è una procedura obbligatoria ovviamente, tuttavia in questo modo si sterilizza il materiale sul quale verranno raccolte per l’esame batteriologico al fine di ridurre possibili contaminazioni. La procedura non va eseguita il giorno prima, ma appena prima di uscire di casa per portare i pappagallini a visita. E’ incredibile come sia difficile farsi capire alle volte. Non sono solito infornare feci 😉 Il controllo a scopo preventivo in animali asintomatici è consigliabile in quanto in grado di individuare, tramite esami collaterali quali tamponi di gozzo e feci, patologie in incubazione (infestazioni protozoarie, dismicrobismi, infezioni batteriche o proliferazioni fungine). Spesso al manifestarsi dei sintomi la situazione è già ad uno stadio avanzato e più difficile da trattare con successo. Anche l’acquisto ed il mantenimento di una cocorita sono una perdita di soldi, se vogliamo ragionare in termini meramente economici.
15/01/2015 alle 14:03 #10088641Ciao.
Si tratta di un antiparassitario veterinario registrato per specie animali destinate al consumo umano (bovini), quindi soggetto a rigoroso monitoraggio da parte del sistema sanitario e che richiede pertanto una particolare tipologia di prescrizione, nello specifico la triplice copia, emessa dal medico veterinario. Esistono al giorno d’oggi soluzioni alternative all’Ivomec e di reperibilità più agevole. Ricordo che la terapia va prescritta dal medico per legge; non dall’allevatore, dall’amico, dal negoziante, per quanto sedicenti esperti.
Buona giornata.
15/01/2015 alle 13:58 #10002759Ciao.
Non tutti gli ectoparassiti sono facilmente individuabili ad occhio nudo, pertanto è opportuna accurata visita veterinaria. Tra le altre cause di prurito non sono da sottovalutare eventuali carenze dietetiche che comportano una riduzione dell’elasticità cutanea. Sconsiglio l’applicazione di antiparassitari spray quale tentativo di cura. Esistono soluzioni assai meno tossiche e ben più efficaci da intraprendere solo in seguito ad una diagnosi. Al limite, in attesa della consulenza veterinaria potresti optare per una terapia sintomatica mediante l’utilizzo prodotti specifici da nebulizzare sull’animale a base di aloe quale lenitivi ed idratanti.
Buona giornata.
13/01/2015 alle 15:21 #10088557Ciao. Fondamentale è differenziare il rigurgito fisiologico dalla sintomatologia esposta. Tale attività si palesa il più delle volte accompagnata da uno stato di eccitazione del maschio (rapidi movimenti sul posatoio, restringimento della pupilla, saltelli…). In ogni caso, un animale sano compie il “rigurgito affettivo” per lo più in presenza di stimoli (compagna, proprietario, immagine riflessa…) e tendenzialmente non è particolarmente rilassato o, peggio, abbattuto. Da quanto descritto l’episodio è sospetto ed il fatto che il pappagallino si sia ripreso ha un significato relativo. La preda in condizioni stressanti (quali il semplice trasporto dal veterinario) inizia, se le condizioni non sono estremamente gravi, la recita dell’uccellino sano 😉 Consiglio, in definitiva, un esame del gozzo ed approfitterei per eseguire anche quello delle feci. Buona serata.
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