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danyjrob.
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- 06/10/2016 alle 19:38 #10114958
Sei piante che potrebbero ritardare (significativamente) l’invecchiamento: Cimicifuga Racemosa, radice e rizoma ; Valeriana officinalis L., radice ; Passiflora Incarnata L., tutta la pianta ; Ginkgo Biloba, foglie ; Apium Graveolens L. (Sedano), semi ; Salix Alba (salice bianco), corteccia. Prima di sperimentare su di voi o sulle cocorite consultate rispettivamente medico e veterinario per approfondire cliccare qui
06/10/2016 alle 20:29 #10114959Sinceramente non vedo l’utilità di questo post: è per le Coco o per le persone?? Per approfondire cliccare qui…..cosa?? Ogni erba comunque va attentamente studiata prima di farne uso, non è sicuramente una novità.
06/10/2016 alle 23:35 #10114960Credo che il link sia andato perduto purtroppo, sarei interessata anche io a sapere se si tratta di un mix di erbe per persone o specifico per uccelli.
Nel frattempo mi permetto a scopo informativo di fare alcune considerazioni relativamente anche a quello che ho studiato e alla mia esperienza con l’uso delle erbe sugli animali:
– Cimicifuga Racemosa, radice e rizoma: è una pianta un pò controversa che io evito in quanto alcuni studi hanno dimostrato che possiede una qualche attività di disturbo a livello endocrino nei mammiferi, non so se sia lo stesso anche per gli uccelli e al momento non so nemmeno se sia una pianta sicura per i pappagalli
– Valeriana officinalis L., radice: la conosciamo e la usiamo già per gli animali domestici cocorite comprese, ha attività calmante e sedativa, è utile in situazioni di stress ma non bisogna abusarne in quanto potrebbe intontire il pappagallino
– Passiflora Incarnata L., tutta la pianta: come la valeriana ma più forte ed anche ipnoinducente è da usare con cautela e a piccole dosi e preferibilmente in mix con altre erbe non sedative, meglio utilizzare i fiori o le sommità fiorite ma non la radice e solo per brevi periodi per un effetto più delicato sui pappagallini
– Ginkgo Biloba, foglie: ha un effetto anticoaugulante e quindi migliora l’attività cerebrale, è molto conosciuta ad uso umano per mantenere “elasticità mentale” anche in tarda età per esempio, non ho mai sentito finora si possa utilizzare con sicurezza anche sulle cocorite e comunque è una pianta che può avere molte interazione negative con altri farmaci ed anche in presenza di alcune patologie per cui il colloquio con il medico competente è indispensabile
– Apium Graveolens L. (Sedano), semi: la maggior parte dei nostri cocoriti gradiscono molto il sedano come vegetale, alcuni ci si fanno anche il “bagnetto”; nei semi delle piante solitamente sono contenuti in quantità maggiore i nutrienti della pianta stessa ed in questo caso molte sostanze ad attività antinfiammatoria ed antiossidante e stimolante di alcune funzioni del corpo
– Salix Alba (salice bianco), corteccia: contiene acido salicilico (come un’aspirina) in grande quantità ed è pertanto molto antinfiammatoria, è risaputo che tutto ciò che possiede attività antinfiammatoria è in grado di proteggere le cellule da diversi tipi di danneggiamento, si può usare per le nostre coco con parsimonia ma non in maniera continuativa però
Ora secondo me la cosa migliore per posticipare l’invecchiamento delle nostre amate cocorite è inanzitutto offrire loro una regolare, equilibrata e sana alimentazione abbinata ad uno stile di vita armonioso pensato per loro quotidianamente. Se non diamo loro questo di base a poco possono servire le erbe, sopratutto perchè non possono essere date in modo continuato ma l’erboristeria ci insegna appunto che per mantenerne l’efficacia bisogna ragionare a cicli.
Un pappagallino necessita di tutti gli antiossidanti, bioflanoidi, enzimi ed altre sostanze benefiche, ecc., davvero tante, che solo la somministrazione quotidiana di vegetali freschi e di stagione non trattati (frutta e verdura, germogli, erbette di campo adatte…) e di colorazione differente (tutti e 5 i colori alternandoli a giornate magari) può dare in modo continuativo e davvero benefico a lungo andare. Non meno importante è la qualità dell’acqua ovvero quella del rubinetto ricca di cloro e sovente con una concentrazione di metalli pesanti che supera il limite di tolleranza nel tempo davvero basso per uccellini di così pochi grammi è sconsigliata e sarebbe di gran lunga preferibile quella in bottiglia (come quella consigliata per i neonati) che non presenta l’inconveniente di distruggere ogni giorno la flora intestinale utile al mantenimento della salute dell’uccellino stesso. Molti problemi intestinali si potrebbero risolvere con il solo ricorrere ad un’acqua più naturale, ugualmente i problemi digestivi legati a volte alla somministrazione di vegetali freschi sono facilmente evitabili con il lavaggio accurato e l’asciugatura degli stessi, per lo stesso motivo è assolutamente consigliato l’uso di mix di semi senza aggiunte di additivi, conservanti e coloranti che sopratutto nel tempo creano problemi e accorciano purtroppo la vita dei nostri beniamini.
La dieta più antiossidante, antinfiammatoria e “favorente” la longevità che possiamo dare loro è quella più simile a quella che potrebbero trovare in natura cioè cruda: molta varietà di vegetali freschi (compresi fiori e bacche, spighe immature adatte) e tanti differenti tipi di semi, anche quelli “grassi” che non devono mancare perchè ricchi di utilissimi omega3 ma da dosare in piccolissima quantità. Niente cibi salati o zuccherati, niente prodotti del panificio con lieviti vivi, diamo loro il meno possibile di alimenti cotti perchè alterati dalla cottura stessa: tutte queste attenzioni però da sole non bastano se non facciamo in modo che il nostro cocorito sia anche felice: erbe calmanti ed antistress se non risolviamo quanto prima il problema che genera la tensione non possono “tamponare” all’infinito, se il coco è nervoso perchè si sente solo dobbiamo trovargli un simile (un altro coco) con cui andare d’accordo, ha bisogno di fare volo libero “ricordiamo che è un uccello”, di poter usare il becco per sgranocchiare legni come farebbe se fosse fra gli alberi, di poter dormire tutte le ore che gli servono non disturbato da luce o suoni… creare tutte le condizioni che lo facciano sentire a proprio agio e tranquillo nel tempo, allungandogli la vita anche così, è una nostra responsabilità.
Poi sì, si possono aggiungere anche cicli di erbe in particolar modo in alcuni periodi della vita dei pappagallini, aiutano pure molto, per loro è molto consigliato il cardo mariano perchè sono sensibili al fegato (per questo bisogna cercare anche di tenerli in forma) che io alterno con la curcuma ed altre erbe di cui spesso si parla nel blog (funzione cerca) e che nell’insieme delle cure suddette rallentano l’invecchiamento facendoci godere della compagnia dei nostri amici per più tempo.
07/10/2016 alle 0:43 #10114961Grazie Danjirob per l’approfondimento sempre molto accurato…da quello che capisco quindi, queste piante menzionate sarebbe meglio non usarle…l’unico che mi sembra si possa usare senza particolari problemi è il sedano, che di solito le Coco gradiscono molto. Concordo pienamente su quanto hai aggiunto in seguito riguardo alla dieta, e confermo per esperienza purtroppo, che il fegato dei nostri amici pennuti è un punto molto debole. Si ammalano spesso, e purtroppo sono anche uccelli che tendono a diventare grassi con estrema facilità. grazie ancora.
07/10/2016 alle 9:33 #10114962Scusa danijrob ma ho problemi con l’editor.
Lo studio è stato svolto da Concordia University e Idunn Technologies Il link è questo.
“E ‘noto che alcune di questi percorsi di segnalazione ritardano l’invecchiamento se attivati in risposta a determinate sostanze nutritive o ormoni”, dice Titorenko. “Questi percorsi sono chiamati ‘anti-aging’ o percorsi ‘pro-longevità. Altri percorsi di segnalazione accelerano l’invecchiamento se attivati in risposta ad alcune altre sostanze nutritive o ormoni. Questi percorsi sono chiamati ‘pro-invecchiamento’ o percorsi ‘pro-morte’ “.
E’ chiaro che le sei erbe, una volta accertata la compatibilità qualitativa e quantitativa anche per le cocorite possono evidenziare prima l’eventuale aumento della longevità. Qui un riassunto dello studio:
These six plant extracts could delay aging
September 16, 2016
Several nutrient- and energy-sensing signaling pathways and protein kinases converge into a network that defines the rate of yeast chronological aging (credit: Vicky Lutchman et al./Oncotarget)
Six previously identified plant extracts can delay aging by affecting different signaling pathways that set the pace of growing old, researchers from Concordia University and Idunn Technologies have found, in a study recently published (open-access) in Oncotarget.
Using yeast — a favored cellular aging model — Vladimir Titorenko, a biology professor and the study’s senior author, and his colleagues conducted a screen of a library of 35 different plant extracts (PEs) to determine those that can extend yeast chronological lifespan. To do that, they monitored how the information flowing through signaling pathways was affected. They identified six aging-delaying plant extracts: Cimicifuga racemosa, Valeriana officinalis L., Passiflora incarnata L., Ginkgo biloba, Apium graveolens L., and “particularly effective”: Salix alba, commonly known as white willow bark.

Diagram of yeast cell (credit: Frankie Robertson/CC)
Anti-aging pathways
At a cellular level, aging progresses similarly in yeast and humans. In both, the pace of aging is defined by a distinct set of chemical reactions arranged into several “signaling pathways” that regulate the rate of aging in a wide range of organisms.
“It’s known that some of these signaling pathways delay aging if activated in response to certain nutrients or hormones,” Titorenko says. “These pathways are called ‘anti-aging’ or ‘pro-longevity’ pathways. Other signaling pathways speed up aging if activated in response to certain other nutrients or hormones. These pathways are called ’pro-aging’ or ‘pro-death’ pathways.” Each of the six aging-delaying plant extracts targets a different anti-aging or pro-aging signaling pathway.
The study revealed several features of the six plant extracts as potential tools in decelerating chronic symptoms and diseases of old age:
They imitate the aging-delaying effects of the caloric restriction diet in yeast
They slow yeast aging by eliciting a mild stress response
They extend yeast longevity more efficiently than any lifespan-prolonging chemical compound yet described
They delay aging through signaling pathways implicated in age-related diseases
One of them delays aging via a previously unknown pathway
They extend longevity and delay the onset of age-related diseases in organisms other than yeastHealth Canada classifies the six plant extracts as safe for human consumption, and recommends five of them as health-improving supplements with clinically proven benefits.
The study was supported by grants from the Natural Sciences and Engineering Research Council of Canada and the Fonds québécois de la recherche sur la nature et les technologies.
11/10/2016 alle 11:57 #10114963Grazie per l’ampliamento della discussione.
E’ molto interessante questo studio che hanno fatto sui lieviti, è un punto di partenza secondo me per capire che nell’interrelazione fra queste sei piante si viene a creare qualcosa di molto valido. Se pensiamo alla melissa ad esempio, un erba conosciuta per essere calmante e più adatta ai pappagallini rispetto alla valeriana e passiflora, notiamo che ha anche una spiccata azione antivirale; se poi prendiamo la curcuma sulla quale hanno fatto studi proprio sui pappagalli dove viene evidenziata la sua forte azione antiossidante ed antinfiammatoria, depurante del fegato, sappiamo che la sua efficacia viene enormemente aumentata se data in concomitanza ad una piccolissima quantità di pepe nero. Questo per dire che evidentemente le 6 piante in questione hanno caratteristiche proprie o/e hanno fra loro un interazione simile avente quel risultato e sarebbe utile per me arrivare in seguito a capire se e come questo effetto possa essere maggiore o minore rispetto alle erbe suddette conosciute e sicure che già usiamo per il benessere dei nostri pappagallini e per le quali si hanno riscontri pratici sull’animale.
La mia perplessità maggiore è come già detto per la cimicifuga racemosa e per il ginkgo biloba, la prima proprio anche per l’uso umano mentre la seconda la vedo più problematica rispetto all’uso sui pappagallini; non escludo che qualche terapeuta competente di pappagalli possa anche dare in futuro queste erbe a precisi dosaggi e tenendo sotto controllo i soggetti, per qualche breve periodo però perchè visti gli effetti secondari elencati di alcune di loro in particolare continuo a non ritenerne adatto l’uso prolungato nel tempo, al limite come già detto dei cicli da alternare anche con le altre erbe già elencate che sono sicuramente più adatte ai coco e già provate su tempi lunghi.
Ricordo comunque in generale che qualunque erba si dia l’invecchiamento dei coco si posticipa in un contesto d’insieme di cure ed attenzioni e mi riferisco alla corretta gestione naturale e sana di cui ho parlato nel mio primo post sopra: questo metodo (anche con l’aggiunta di erbe che vanno ad aiutare sì ma non possono essere certo sostitutive) è la cosa migliore come lo è anche evitare l’abuso di farmaci e vivere contemporaneamente una vita serena (lo ribadisco perchè si è dimostrato che senza lo stress il dna si allunga e si vive per più tempo) quindi usiamo giornalmente tutte le precauzioni possibili per i nostri coco e ne saremo senz’altro ripagati. I miei criceti nani striati ad esempio anzichè vivere per due anni me ne hanno fatto quasi quattro. 🙂
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