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lilly-20.
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- 21/04/2013 alle 17:17 #10029036
Salve , so che questo sito non è dedicato ad altri tipi di uccelli oltre che cocoriti ,inseparbili e calopsiti ma se potete darmi una mano ve ne saro grati ….la mia coppia di bengalini mandarino hanno fatto 3 cuccioli , ma la mamma nn gli dava da mangiare allora ho iniziato a farlo io e fino a ieri tutto ok , oggi invece ho trovato tutti e 3 pulli morti a terra e solo uno vivo .Evidentemente nn gli andava che io toccassi i suoi cuccioli ma nn potevo lasciarli morire . l’unico cucciolo rimasto in vita l’ho portato a casa e lo nutro io con un po di pastoncino diluito con acqua loggicamente acquoso i modo tale che possa digerirlo con facilità.Il luogo dove l’ho collocato è una scatolina imbottita con un materiale che si usa per imbottire le bomboniere e sopra l’ho coperto con il medesimo materiale ma un po a distanza dall uccellino e ancora un tovagliolo di carta sopra ( se vi starete chiedendo se cosi’ l’uccellino nn soffochi nn vi preoccupate perchè gli angoli del 2 strato sono coperti e vi garantisco che l’ossigeno circola)in modo tale che l’uccellino sta al calduccio . Prima di nutrirlo una 2/3/4 volta aspetto che il gozzo sia vuoto per paura che soffochi .Vi chiedo per favore di corregermi nel caso in cui facessi errori e di darmi consigli per migliorare le condizioni di vita del piccolo !!! Ringraziamenti anticipati By Lilly
21/04/2013 alle 18:16 #10029037Non so quali siano le caratteristiche di questi uccelli ma quello che tu stai facendo è abbastanza sensato.
Credo comunque che debbano mangiare almeno ogni due o tre ore; spero tu non faccia passare tempo in più e dovresti dargli da mangiare anche la notte, tu lo hai fatto anche con gli altri, magari sono morti perchè nutriti poco.
Comunque credo che Fabio abbia forse un po di esperienza in più su questi uccelli e non tarderà a risponderti.
Ciao e in bocca al lupo
21/04/2013 alle 18:17 #10029038ciao anche io ho cresciuto dei diamanti mandarini a mano essendone un allevatore, xo ti consiglio di mette il cartone dove sta adesso (penso che sia piccolo) in un cartone piu grande con un barattolo d’ acqua calda in modo che stia più caldo, e senza quel materiale x bomboniere ma con de fogli di scottex o carta igienica in modo che qnd si sporcano li cambi. quanti giorni ha il piccolino?
21/04/2013 alle 18:20 #10029039be quello che fai è giusto, ma ci sono alcuni errori ecco qui alcune cose utili:
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L’allevamento a mano

L’allevamento a mano è una pratica molto delicata, ma che, se correttamente effettuata può avere molti vantaggi. Le motivazioni per cui si può decidere di allevare un pullo a mano sono molteplici, ma tutte valide: sia che si desideri avere un pappagallino docile, affettuoso e completamente confidente in noi, sia che si debba salvare un piccolo abbandonato dai genitori, sia che si debba aiutare una coco che abbia avuto una covata numerosa, questa pratica è la soluzione ideale.Prima di descrivere in cosa consiste l’allevamento a mano ci tengo a sottolineare che non è qualcosa che si può improvvisare, visto che un’esecuzione superficiale dello stesso può costare la vita al nostro piccolo cocorita.
Allevare a mano non è solo dare la pappa al piccolo fino allo svezzamento, anzi direi che spesso questo aspetto è irrilevante se non in alcuni casi controproducente: alcuni cochini vivono l’imbecco in maniera traumatica e se associano all’odiata siringa la vostra immagine, da grandi diventeranno si affettuosi, ma con qualcun altro.
La parte più importante dell’allevamento a mano è il tempo che si passa con il pullo dal suo 20mo giorno di vita in poi: il fatto di dargli anche da mangiare è il dazio da pagare per poterlo avere a disposizione il resto della giornata (una cocorita non allevata a mano, infatti, probabilmente rifiuterebbe il pullo se le venisse sottratto dal nido per molte ore durante il giorno).
Detto questo vediamo come si alleva a mano un pullo di cocorita:Per prima cosa ci si procura:
• una confezione di siringhe• una pappa da imbecco(io ho usato con successo il Nutribird A21, ma in mancanza di quello anche la pappa da imbecco per nidiacei della Raff e in casi di emergenza il pastoncino all’uovo)• un termometro digitale• tazzine e cucchiaini• una scatola di cartone• un paio di rotoli di carta igienica• una bilancina di precisione Una volta dotati di queste cose, potete prelevare il pullo dal nido le prime volte verso i 20-22 giorni, quando acquisterete un po di esperienza anche verso i 16-18gg.
Controllate comunque che il piccolo abbia sviluppato completamente il piumino bianco, altrimenti dovrete dotarvi anche di camera calda e la faccenda si complica.Con il piumino sviluppato, il pullo può vivere benissimo nel cartone a una temperatura di 22-24 °C, anche se avrete cura di coprirlo con una pezzetta di lana se la temperatura in casa è sotto i 24°, in modo che conservi il bel teporino di oltre 40°C prodotto dal suo corpicino (a destra i pulli che dormono sotto la copertina di lana dopo l’imbeccata)Il pullo mangia diverse volte al giorno a seconda dell’età
• dai 18 ai 20 giorni 5 imbeccate
• dai 20 ai 30 giorni 4 imbeccate
• dai 30 ai 40 giorni 3 imbeccate
• dai 40 ai 45 giorni 2 imbeccate
• dai 45 ai 50 giorni 1 imbeccata
La pappa va preparata mescolando la polverina della pappa da imbecco con l’acqua in rapporto 1 a 2,5 e mescolata velocemente in modo che non faccia grumi, quindi va misurata attentamente con il termometro digitale e quando la temperatura è di 39°C si può prelevare con la siringa (facendo attenzione di non aspirare aria) e somministrare al piccolo.
In questo modo, il pullo mangerà la pappa nella siringa che pian piano si raffredderà, ma non scenderà sotto i 37 gradi.
Se c’è bisogno di prelevare altra pappa , bisogna rimisurarne la temperatura , perchè se troppo calda si rischia di uccidere il piccolo per ustione del gozzo, se troppo fredda per stasi del gozzo (una sorta di congestione).
Il pullo si considera sazio quando il gozzo è gonfio e sodo e quando comincia a rifiutare la pappa della siringa. Di solito i piccoli mangiano 3-4 ml di pappa all’inizio e possono arrivare a 7-8 ml di pappa (a sinistra la piccola Mila con il gozzo pieno)Durante e dopo la poppata è opportuno praticare al pullo un leggero massaggio del gozzo, in modo da far espellere le bollicine di aria (vi accorgerete che il piccolo farà uno o più ruttini).
E’ anche importante pulire i residui di pappa dal corpicino del piccolo, tamponando con un batuffolo di cotone nel senso delle piume, oppure, quando la pappa si sarà leggermente seccata, ruotando delicatamente tra le dita le piumine dei baffetti e del gozzo, in modo da sgretolare la pappa: questa operazione, se fatta correttamente, sarà per il vostro piccolo fonte di immenso piacere, mentre se fatta in maniera maldestra, farà male al cochino che si ribellerà con strilletti e beccatine: a quel punto, lasciate perdere e cercate di lavar via la pappa con il cotone.
Per queste due pratiche vi rimando al video dedicato nell’apposita sezione.
Una volta espletata la pratica del pasto, pratica che va ripetuta a intervalli di tempo regolari, mantenendo fissa la prima poppata del mattino (ore 7:30) e l’ultima della sera (ore 23), e comunque verificando che il gozzo si sia svuotato quasi completamente dopo ciascuna imbeccata e completamente al mattino, si passa alla fase più importante: la cura del pullo.
La mattina, prima dell’imbeccata, ricordatevi di pesare il pullo, in modo da tenere sotto controllo l’aumento ponderale (durante questa fase il pullo aumenterà sempre un po il proprio peso, che perderà poi durante la fase dello svezzamento: un pullo può arrivare a pesare 50 gr verso il 30-32 giorno, per stabilizzarsi poi sui 35-40 gr a svezzamento ultimato).
Il piccolo va tenuto molto in mano o comunque a contatto con noi: dopo la pappa tenerlo nel calduccio delle nostre mani lo rassicura, fargli un grattino lo fa addormentare sereno, parlargli dolcemente (senza esagerare) lo abitua alla nostra voce.
Quando sarà più grandicello, verso i 25-27 giorni,si può iniziare a fargli esplorare l’ambiente, sempre alla nostra presenza, si può iniziare a insegnarli a stare in equilibrio sul nostro dito con le zampette e poi a salirvi…
Insomma, il rapporto con il cochino si costruisce soprattutto nelle altre ore della giornata.
Sempre dal 25mo giorno il coco avrà a disposizione nel suo cartone anche la spiga di panico e qualche semino di scagliola, che sono i semini più teneri con cui inizierà poi lo svezzamento.
Allevare a mano è proteggere e amare. E se il cocorita così cresciuto potrà vivere libero in casa con noi invece che in gabbia, ecco il primo vantaggio per lui dell’allevamento a mano.
Dimenticavo: non è vero che i cocoriti allevati a mano non socializzano più con i loro simili, non si riconoscono più nella specie di pappagalli e via dicendo: come i non allevati a mano soffrono la solitudine, pertanto se si sa di passare la maggior parte del tempo fuori di casa bisogna rinunciare ad avere un coco per amico oppure tenerne due,che si faranno compagnia in vostra assenza.
Ma, in ogni caso, vi daranno tanto affetto e tante soddisfazioni.
21/04/2013 alle 18:24 #10029040importante è il tst del nidiaceo ecco qui cosa devi sapere:ù
L’esame del nidiaceo

Sia che si decida di allevare allo stecco un piccolo pappagallino cocorito, sia che lo si lasci alle cure dei genitori, è buona norma controllarne lo stato di salute, esaminandolo e osservandolo anche più volte al giorno.
L’esame del pullo deve essere molto rapido, per evitarne il raffreddamento, e nel caso – sconsigliato su piccoli appena nati – lo si prenda in mano, queste devono essere perfettametre pulite, asciutte e calde.
Il nidiaceo non andrebbe mai capovolto, così come non deve subire compressioni del gozzo, che potrebbero causare un reflusso di cibo con conseguente e spesso fatale aspirazione dello stesso.
Fino a che non raggiunge lo svezzamento, il nidiaceo si appoggia sui tarsi e sul prominente addome, che assume dimensioni notevoli in proporzione, rispetto all’adulto.
Il rigonfiamento dell’area ombelicale potrebbe significare ritenzione del sacco vitellino.
La cute di un nidiaceo sano è rosea o giallastra,morbida, calda al tatto.
Diviene rossastra e secca in soggetti disidratati, biancastra e fredda in soggetti anemici o in condizione di grave ipotermia.
Piccole emorragie cutanee possono essere sintomo di Poliomavirus.
(a destra pullo di cocorita a 2 giorni)
La delicata palpazione del gozzo permette di valutarne la tonicità e l’eventuale presenza di corpi estranei o sedimenti di cibo, oltre che eventuali scottature, che si manifestano esternamente con rigonfiamento ed eritema, seguiti dalla comparsa di una crosta bruno-nerastra che, nelle ustioni meno gravi, cade in pochi giorni lasciando al suo posto la cute integra.
Il becco presenta per alcuni giorni dopo la nascita una caratteristica protuberanza (“dente dell’uovo”) utilizzata dal pulcino per forare il guscio dell’uovo.
Successivamente occorre valutarne eventuali anomalie (deviazioni laterali, escoriazioni ecc) alcune delle quali necessitano di correzione chirurgica.
A seconda della specie gli occhi vengono aperti tra i 9(cocorite) e i 28 giorni: eventuali ritardi possono essere sintomo di malattia: verificare se vi sono essudati, croste o rigonfiamenti a livello della zona perioculare.
La cavità orale va esaminata appena possibile per rilevare possibili placche (la Candidosi è un’evenienza tutt’altro che rara) o altre anomalie.
Il precoce rilievo di malformazione delle zampe(deviazione laterale -foto a sinistra -, rotazioni)è importante per il buon esito dell’intervento correttivo, che può essere fatto anche in casa con l’applicazione di un tutore in spugna o gommapiuma.
Le feci dei nidiacei sono voluminose e poco consistenti, con abbondante urina: anomalie delle feci possono essere rilevate dall’osservazione dell’interno del nido o dell’incubatrice.
Un semplice esame per saggiare lo stato di salute del nidiaceo è quella di toccare delicatamente alcune aree del becco (le commessure): in soggetti in buona salute sarà evocata la risposta all’imbeccata(riflesso alimentare), mentre in nidiacei malati tale risposta sarà assente o molto lieve.
Nell’elenco seguente vengono elencati i principali sintomi rileviabili nei pulli di pappagalli e pappagallini, con riferimento , in particolare, ai soggetti allevati a mano.
In tutti i nidiacei la prima settimana di vita e il periodo dello svezzamento rappresentano i momenti più critici dello sviluppo, in cui sono più frequenti i casi di malattia e mortalità.
– Mancato o lento svuotamento del gozzo: infezioni batteriche e micotiche, poliomavirus errori di imbecco(iperalimentazione, temperatura pappa troppo bassa, formula troppo densa, pasti troppo frequenti).
– Rapido svuotamento del gozzo: formula troppo liquida o scarsa o pasti rari, infezioni, ipermotilità intestinale. Normale in soggetti prossimi a svezzamento.
– Aria nel gozzo: fermentazione di cibo nel gozzo (anche per presenza di zuccheri aggiunti alla formula), errori di imbecco (aria nella siringa, somministrazione troppo lenta della pappa).
Frequente in piccoli che emettono eccessiva vocalizzazione durante il pasto. Insufficiente alimentazione dei genitori.
– Gozzo spesso e pastoso: candidosi, traumatismi, formula troppo concentrata, disidratazione.
– Croste sulla superficie del gozzo: ustioni, formula troppo calda.
– Vomito: normale nei soggetti prossimi a svezzamento (rigurgito di poco alimento), errori alimentari (iperalimentazione, formula troppo liquida, pasti troppo frequenti, cibo troppo caldo o freddo), micosi, infezioni intestinali, malattie renali, corpi estranei, stress, trasporto, maneggiamento del nidiaceo, alcuni farmaci.
– Inappetenza:infezioni, cibo sgradito (per sapore o per temperatura), stress.
– Pallore: temperatura bassa, emorragie esterne o interne, poliomavirus, enteriti batteriche, acaro rosso.
– Rossore diffuso: temperatura elevata, disidratazione, setticemie.
– Pelle secca: temperatura elevata, umidità scarsa, dieta povera di grassi.
– Gonfiore addominale: malattie del fegato, enteriti, obesità, atresia della cloaca, blocco intestinale o occlusione cloacale (da materiale fecale).
– Persistenza del sacco vitellino: infezioni, errori di incubazione.
– Strie scure visibili attraverso l’addome: enteriti, emmoragie dell’intestino. Normale in alcuni neonati.
– Macchia scura visibile attraverso l’addome (vedi foto): Aumento di volume del fegato.
– Punto scuro visibile attraverso l’addome (vedi foto) : ectasia della cistifellea.
– Diarrea: infezioni e parassitosi intestinali, errata alimentazione (eccesso di proteine, dieta liquida, frutta in eccesso, cibi contenenti lattosio).
– Poliuria: dieta troppo liquida, malattie renali, diabete, eccesso di sali minerali o di vitamina D.
– Lesioni in cavità orale: candidosi, tricomoniasi, vaiolo, stomatiti batteriche, tecnica di alimentazione artificiale errata (traumi inflitti dalla siringa), ipovitaminosi A.
– Respiro affannoso: temperatura elevata , aspirazione di cibo, obesità, patologie addominali.
– Scolo nasale: temperatura bassa, infezioni localizzate, corpi estranei nelle narici, ipovitaminosi A, polvere nell’ambiente.
– Penne malformate o che emergono in ritardo: PBFD, poliomavirus, malnutrizione, scarsa umidità.
– Zampe divaricate/rotazione dell’arto: anomalia congenita, ipovitaminosi D, lesioni traumatiche ossee o tendinee, lussazioni, nidiaceo mantenuto su superficie liscia e piatta.
– Malformazione del becco: anomalia congenita, errata tecnica di alimentazione artificiale, malnutrizione (errato rapporto calcio /potassio, ipovitaminosi A e D, assunzione di vegetali contenenti ossalati) traumi (beccate dei genitori e dei fratelli).
– Rotazione di collo e testa: anomalia congenita, malposizione nell’uovo, errato rapporto Ca/P.Traumi.
Bibliografia: Gino Conzo-Medicina degli uccelli da gabbia
21/04/2013 alle 18:52 #10029041e’ evidente che si sia trattato di un attacco di rabbia e gelosia…poveretti, che strage bestiale!!!comunque per l’imbecco dato che e’ piccolissimo, nn e’ meglio prendere nutribird o altro, fatti apposta x i piccini?? sono anche vitaminizzati…
21/04/2013 alle 18:55 #10029042si cm dice lisa, visto che ora tocca imbeccarlo a te meglio usare una pappa da imbecco, io x loro uso quello della raf, dato cn uno stuzzicadenti senza punta qnd sono piccini e poi qnd diventano più grandicelli cn una siringa senza ago
21/04/2013 alle 19:31 #10029043di questi uccelli nn sono molto pratico mi disp..
22/04/2013 alle 7:10 #10029044Grazie mille per avermi risposto ma stamattina ho trovato il piccoletto morto ,ieri sera cmq ho immediatamente attuato i vostri consigli.

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Controllate comunque che il piccolo abbia sviluppato completamente il piumino bianco, altrimenti dovrete dotarvi anche di camera calda e la faccenda si complica.Con il piumino sviluppato, il pullo può vivere benissimo nel cartone a una temperatura di 22-24 °C, anche se avrete cura di coprirlo con una pezzetta di lana se la temperatura in casa è sotto i 24°, in modo che conservi il bel teporino di oltre 40°C prodotto dal suo corpicino (a destra i pulli che dormono sotto la copertina di lana dopo l’imbeccata)
Il pullo si considera sazio quando il gozzo è gonfio e sodo e quando comincia a rifiutare la pappa della siringa. Di solito i piccoli mangiano 3-4 ml di pappa all’inizio e possono arrivare a 7-8 ml di pappa (a sinistra la piccola Mila con il gozzo pieno)
La cute di un nidiaceo sano è rosea o giallastra,morbida, calda al tatto.
Il precoce rilievo di malformazione delle zampe(deviazione laterale -foto a sinistra -, rotazioni)è importante per il buon esito dell’intervento correttivo, che può essere fatto anche in casa con l’applicazione di un tutore in spugna o gommapiuma.
– Macchia scura visibile attraverso l’addome (vedi foto): Aumento di volume del fegato.