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  • #10087612
    GinoDVM
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    Risposte 6

    Ciao a tutti, la proventricolite da Macrorhabdus è una patologia piuttosto complessa per vari motivi. Molto spesso il Macrorhabdus è in equilibrio con l’organismo ospite un po come avviene per altri patogeni, come ad esempio vari parassiti. Diversi fattori possono rompere questo equilibrio e dar luogo a malattia con sintomatologia evidente. Stress, malnutrizione e soprattutto compartecipazione di altri agenti infettivi sono i principali fattori predisponenti/determinanti affinchè si abbia la malattia. I sintomi più evidenti sono il progressivo dimagramento, l’appetito aumentato, la presenza di semi indigeriti nelle feci, l’ingrossamento dello stomaco. La sintomatologia può essere variabile in funzione della presenza (molto comune in verità) di altri germi patogeni. Purtroppo questi sintomi non sono esclusivi della proventricolite, ma comuni ad altre patologie. E’ quindi sbagliato fare la diagnosi solo in base ai sintomi osservati (ma questo lo è per tutte le malattie degli uccelli… {#emotions_dlg.2693})

    La diagnosi prevede degli esami di laboratorio atti ad evidenziare tanto il Macrorhabdus quanto gli eventuali e frequenti patogeni secondari. Infatti è molto importante trattare non solo il Macrorhabdus ma anche questi ultimi. Può anche accadere che si riesca a sconfiggere il Macrorhabdus, ma non contrastando altri patogeni (spesso si tratta di Enterobatteri) siano questi ultimi a fare i danni più grossi. L’esame microscopico delle feci (vetrino allestite con opportune colorazioni) svela la presenza del Macrorhabdus se l’infezione è massiccia, ma spesso questo microrganismo non si evidenzia in corso di lievi infezioni (che poi possono comunque dar luogo a malattia).

    Sicuramente quello con l’amfotericina b è il trattamento d’elezione. Altri antimicotici non danno risultati apprezzabili. L’acidificazione dell’acqua da bere rende l’ambiente gastrico meno favorevole allo sviluppo del Macrorhabdus e soprattutto di molti batteri patogeni. E’ quindi un trattamento utile, ma non necessariamente risolutivo. Dipende dall’entità dell’infezione e soprattutto  dalle lesioni che si sono verificate nel proventricolo. Il macrorhabdus spesso colonizza la mucosa del proventricolo in profondità rendendo complessa la sua eradicazione.

    Non ho letto l’articolo sull’acqua ossigenata ma concordo con il Dott. Di Giuseppe circa la sua considerazione sulle pubblicazioni di argomenti scientifici. Tra l’altro leggo in questa discussione che si afferma che il germe sia stato debellato dal proventricolo; per i motivi che ho esposto sopra per affermare questo occorre che sia fatto un esame istologico (o perlomeno citologico) dalla mucosa del proventricolo quindi molto probabilmente non da un uccellino in vita {#emotions_dlg.2657}

    Saluti {#emotions_dlg.2605}

     

    Gino Conzo

    #10148982
    GinoDVM
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    Risposte 6

    Le congiuntiviti (come sembra trattarsi in questo caso) e le sinusiti infraorbitali negli uccelli possono essere localizzate oppure rappresentare un sintomo di una malattia sistemica.
    Nel caso si tratti, ad esempio, di una congiuntivite conseguente ad una puntura di insetto basterebbe probabilmente applicare localmente una pomata oftalmica contenente un antibiotico, trattamento che non sarebbe sufficiente nel caso in cui la congiuntivite fosse solo un sintomo di una malattia pi๠importante che coinvolge vari organi, come la Chlamydiosi. Ovviamente con questo non intendo dire che il suo pappagallo sia affetto da questa malattia; tengo solo ad evidenziare come un semplice sintomo nella stragrande maggioranza dei casi non ਠindicativo di una specifica patologia che ਠpossibile diagnosticare solo con esami adeguati.
    Come regola generale preferisco, comunque, utilizzare una pomata oftalmica pi๠che un collirio, dato che quest’ultimo tende a scivolar via molto rapidamente dalla lesione per cui, per ottenere un risultato terapeutico, occorrerebbero numerose applicazioni giornaliere.
    Sicuramente il collega che a breve visiterà  la sua cocorita potrà  darle ulteriori chiarimenti, oltre che una terapia mirata.
    Saluti
    Dott. Gino Conzo

    #10148980
    GinoDVM
    Partecipante
    Topic 0
    Risposte 6

    Buongiorno, i sintomi descritti sono piuttosto seri ma non sono indicativi di una malattia in particolare. Per questo motivo occorre portarla al pi๠presto possibile da un veterinario aviare che dopo averla visitata potrà  fare una diagnosi e consigliare una terapia. Purtroppo quando gli uccelli presentano questi sintomi non ci danno molto tempo per agire e quindi il ricorso ad uno specialista in tempi brevi ਠfondamentale!
    Saluti
    Dott. Gino Conzo

    #10148974
    GinoDVM
    Partecipante
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    Risposte 6

    Buonasera Francesco,
    ਠnormale che nell’arco della giornata i pappagalli trascorrano dei periodi pi๠o meno lunghi di riposo. Questo comportamento ਠforse pi๠frequente nei pappagalli tenuti in casa, dato che per questi le ore di buio assoluto non coincidono con quelle che assicurano il riposo dei loro simili alloggiati in esterno.
    Probabilmente l’impatto che la sua cocorita ha avuto contro lo specchio non ha causato danni. Tuttavia ਠsempre consigliabile, almeno una volta all’anno, portare il pappagallo da un veterinario specialista; cosଠfacendo si potrebbero evidenziare problematiche “nascoste” che al momento non causano malessere ma che potrebbero causarlo in futuro. Inoltre il veterinario potrà  dare preziosi suggerimenti sulla corretta gestione (alimentazione, alloggiamento, ecc) del pappagallo.
    Saluti
    Dott. Gino Conzo

    #10148966
    GinoDVM
    Partecipante
    Topic 0
    Risposte 6

    Durante la cova ਠnormale che le feci siano pi๠abbondanti del solito; questo perchਠtrascorrendo molto tempo nel nido la femmina defeca meno frequentemente. Le feci della femmina in cova dovrebbero mantenere, perà², la composizione tipica degli escrementi degli uccelli, vale a dire una parte pi๠scura (feci vere e proprie), una bianca (urati) ed una liquida (urine). Se la parte liquida ਠmolto abbondante puಠessere una conseguenza dell’alimentazione ed a tal proposito non consiglio di dare insalata proprio perchਠha spesso questo effetto a fronte di un valore nutritivo esiguo. Le feci della femmina in cova sono generalmente pi๠“morbide” del solito, ma la parte scura non dovrebbe essere liquida in ogni caso. Dalla sua descrizione non ਠchiaro se vi ਠsolo un aumento della componente urinaria degli escrementi o se gli stessi sono liquidi.
    Le consiglio quindi di eliminare l’insalata e far esaminare le feci da un veterinario aviario dato che gli escrementi acquosi si osservano anche in caso di infezioni di varia origine.
    Saluti
    Gino Conzo

    #10148927
    GinoDVM
    Partecipante
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    Risposte 6

    Molto spesso gli acari della rogna (o scabbia) svolgono la loro azione patogena su soggetti le cui difese immunitarie non sono al top per coesistenti infezioni o eventi stressanti. La cova ਠun evento naturale che di norma non risulta particolarmente stressante per una femmina in buone condizioni di salute. Fatte queste premesse c’ਠda dire che la rogna non ਠuna malattia particolarmente contagiosa, ma occorre che sia curata per bene dal momento che se gli acari permangono in vita potrebbero nuovamente dar luogo alla malattia con evidenti rischi per la salute della femmina e dei futuri piccoli. L’impiego dell’olio d’oliva puಠdare dei risultati terapeutici, ma sicuramente non ਠil trattamento d’elezione per questa patologia che andrebbe affrontata con farmaci specifici. Generalmente pochi trattamenti locali a base di ivermectina opportunamente dosata per una cocorita bastano per risolvere il problema. Io consiglierei di far visitare la sua cocorita da un veterinario aviare, sia per trattare al meglio la rogna (che a quanto scrive non ਠstata completamente sconfitta) sia per evidenziare eventuali patologie concomitanti.
    Saluti

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