LucaMarani
Risposte nei forum create
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- 10/10/2015 alle 0:27 #10102594
Chi ha mai detto 4 cove annue? Ho scritto 3 cove annue: la 1ª da metà settembre a metà novembre, la 2ª e la 3ª da marzo a giugno. I miei soggetti, quindi, rispettano 6 mesi di riposo e sei mesi di attività riproduttiva. Mi sembra che in questa discussione stiamo uscendo un po’ troppo dai ranghi del buon senso: non ho mai ammazzato nessun uccello e non uso i miei soggetti come macchine da riproduzione. Mi permetto di chiarire che i miei metodi di allevamento sono assolutamente consapevoli, ragionati e costruiti negli anni dalla mia esperienza, tenendo sempre come priorità principale la salute dei riproduttori. Non credevo certo di essere giudicato in questo modo per un semplice messaggio postato in un forum. Comprendendo i numerosi fraintendimenti che siamo andati a creare e stupendomi vs modo di rispondere a un messaggio del tutto innocuo e pacato, abbandono tranquillamemte questa discussione e questa piattaforma, scusandomi con i partecipanti per essere intervenuto forse in modo improprio.
09/10/2015 alle 14:00 #10102591Se ben alimentate possono tenere un ritmo di 3 cove annue fino ai 6 anni di età.
Personalemnte faccio fare una cova da metà settembre a metà novembre e due cove da marzo a giugno
06/10/2015 alle 13:56 #10102588A mio avviso risulterebbe inutile, visto che gli ondulati australiani non vengono stimolati dal fotoperiodo ma dalla quantità di proteine nell’alimentazione e da una elevata disponibilità di cibo. Al contrario dell’ondulato inglese che necessita di almeno 14 ore di luce, l’ondulato di colore si riproduce facilmente anche in pieno inverno, con solo 9 ore di fotoperiodo. Quindi niente pastone, e limita la quantità di semi in modo da non avere scarti giornalieri (quindi le mangiatoie anti-spreco non aiutano di certo). Secondo me è meglio evitare di separare la coppia solo per qualche ora al giorno: o la dividi o la tieni insieme.
06/10/2015 alle 13:44 #10102628Certo, i semi di canapa sono utilissimi per stimolare l’accoppiamento nelle coppie più “difficili”, inoltre aiutano il ricambio e la pigmentazione delle piume.
Contengono una proteina di primissima qualità e possono essere usati anche con i soggetti che svernano all’esterno, per aiutare a sopportare meglio le temperature rigide.
Essendo un seme eccitante è da somministrarsi con moderazione.
02/10/2015 alle 18:41 #10102511Non mi è mai capitato di osservare questo comportamento in una coppia formata; ti posso dire, però, che può succedere in caso di mancanza di maschi, che due femmine possano simulare l’accoppiamento.
Magari non si trattava di un accoppiamento dai fini puramente riproduttivi, ma semplicemente di un comportamento giocoso; oppure, banalmente, avvenuto perché la femmina è stata eccitata da qualche nuova circostanza.
Non credo comunque che si tratti di un dettaglio di cui preoccuparsi.
02/10/2015 alle 18:25 #10102483Allevo ondulati inglesi e per loro ho sempre usato nidi senza conca e con il truciolato, come buona parte degli allevatori di questa razza. Ho applicato questo metodo anche con gli ondulati di colore visto che, essendo animali molto prolifici, capitano sempre cove troppo numerose, anche fino a nove pulli in una nidiata. Diventava quindi necessario adottare nidi di dimensioni adeguate, come quelli usati per gli agapornis, anche se questi ultimi erano privi della conca sul fondo. All’inizio anche io ero dubbioso su questa nuova scelta poi, pensando agli ondulati inglesi, ho provato a sistemare truciolo e tutolo sul fondo del nido, aspettando i risultati della stagione riproduttiva. Dopo il primo periodo ho subito notato considerevoli miglioramenti: riduzione del rischio di schiacciamento o surriscaldamento dei novelli, piumaggio meno rovinato e riproduttori meno stressati. Sono cinque anni che utilizzo questo metodo e non ho notato nessun problema dovuto a “schiacciamenti”: le femmine lavorano nel nido per creare un dislivello nel materiale di fondo e, probabilmente grazie alle dimensioni, non ho più assistito a casi di zampe o schiena deformate. Abbiamo lo stereotipo che la conca sul fondo sia un elemento indispensabile per la riuscita della cova, forse proprio perché siete abituati ad utilizzare i classici nidi che si trovano in commercio, troppo piccoli e poco idonei: non riescono a contenere più di 3-4 piccoli in età pre-involo, inoltre, ogni volta che la femmina entra nella cassetta, è costretta a ricadere direttamente al centro, rischiando di danneggiare pulli o uova. In queste condizioni non del tutto ottimali è ovvio che la conca può diventare necessaria.
01/10/2015 alle 23:19 #10102479Non diciamo stupidate per favore. Il truciolato lo puoi mettere, alcune femmine lo accettano, altre lo buttano in parte fuori da nido: in ogni caso impedisce che le uova rotolino negli angoli compromettendo la buona riuscita della cova.
Una volta sistemato il materiale, la conca diventa superflua.
Per le femmine più difficili puoi usare il titolo di mais. Anche dopo la schiusa svolgera un ruolo fondamentale per agevolare la pulizia del nido e garantire una maggiore igiene.
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