Totoro
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- 21/02/2021 alle 19:59 #10079090
A me pare che hai sempre da ridire su tutto e non solo con me, una rigidità incomprensibile che uccide la voglia di scrivere. Facciamo che scrivi solo te questa frase predefinita “portalo/li dal veterinario” e bella finita.
21/02/2021 alle 18:07 #10079088Aol65: nei pappagalli allevati a mano sono spesso riscontrati infantilità che si protrae ben oltre lo svezzamento e incapacità di relazionarsi in modo equilibrato e maturo, e molti altri problemi. Ovviamente senza contare il fatto che dopo un certo numero di anni anche il pappagallo allevato a mano inizia a diventare maturo sessualmente. La disquisizione sul cervello dei pappagalli era per dare un’idea del fatto che non ci si può stupire se molte cose vanno storte con i pappagalli perché non stiamo parlando di galline che bene o male si arrangiano a razzolare nel campo e si integrano nel pollaio ma di uccelli con molte più complicazioni. Un cervello così potente deve servire a compiere una serie di azioni fisiologiche che in cattività non possono e non imparano a fare, come ad esempio nutrirsi in modo adeguato, fare uso della muscolatura ecc.
21/02/2021 alle 11:27 #10079086Una cocorità di 5 anni non è molto anziana, il record di longevità accertato per questa specie è 21 anni, Brouwer et al. (2000). Non si tratta di vecchiaia ma probabilmente di carenze nutrizionali o problemi legati alla cattività; ricordiamo che i pappagallini liberi volano molto ogni giorno in grandi stormi e hanno un’alimentazione adeguata al bisogno oltre che un’esposizione al sole e ad altri fattori ambientali molto diverse dal tipico ambiente della cattività. In più il cervello delle cocorite e degli altri pappagalli è estremamente avanzato e denso di neuroni nonostante la massa assoluta (cocorita ha 322 mln di neuroni di cui 150mln nel pallio, un gatto ne ha 300 nella corteccia), fai conto che possono esserci ritardi mentali negli allevati a mano e problemi psichici (ansia, depressione, insonnia ecc.) in cocoriti che passano tutti i giorni in una gabbietta piccola e magari da soli.
10/02/2021 alle 9:17 #10016134Che dispiacere… Purtroppo non è raro che succeda anche in natura nelle pozze d’acqua e nei laghetti, se un cadono dentro e si bagnano troppo le piume si sfiniscono per cercare di decollare finché non affogano. Io provvedo a rimuovere o a coprire bene ogni recipiente d’acqua che sia più grande del beverino/tazza. Come per i bambini non è una buona idea tenerle libere senza supervisione se l’ambiente non è stato prima controllato bene. Non supererai mai il dolore della perdita, puoi fare a meno di pensarci decicandoti come dice Clo a qualcun’altro.
06/02/2021 alle 19:55 #10134709Può succedere purtroppo, basta che un cocorito avesse il virus chissà da quando… Può essere stato poco contagioso e asintomatico per molti mesi e poi è diventato contagioso ed ha contagiato gli altri. Sai di che virus si tratta? Un buon veterinario dovrebbe dare i risultati di una necroscopia e fare il test per il virus sospettato.
04/02/2021 alle 10:05 #10134826Sembra un prolasso grave, portala subito da un veterinario aviario, non rimandare per vedere se migliora. Se proprio non riesci a portarla tienila al caldo, applicare acqua 30-35 gradi e vaselina e in questo video è mostrato il modo “meno peggio” per trattare la situazione, ma deve essere fatto da mani esperte: https://www.youtube.com/watch?v=4l8Vf4TB6ww
31/01/2021 alle 22:44 #10142264Io ho la lampada UV per rettili ed è comandata da un timer per restare accesa circa nelle 6 ore più luminose, non è strettamente necessaria ma è apprezzata dagli uccelli.
Gli uccelli vedono anche nello spettro degli UV e il vetro delle finestre blocca questa componente della radiazione solare (che noi non vediamo e che è più debole in inverno e con le nuvole), quando elimini dalla stanza gli UV le cocorite si vedono diverse, meno appariscenti. In generale sia i raggi UV che il fotoperiodo (aumento del fotoperiodo giorno dopo giorno come in primavera) stimolano la riproduzione. Io non aumento il fotoperiodo, lascio che vedano l’alba e il tramonto all’ora naturale, aumento solo gli uv e la luminosità quando già c’è il massimo di luce dalle finestre.
31/01/2021 alle 22:32 #10134757Non mi pare scabbia…
26/01/2021 alle 11:34 #10134708I pappagallini ondulati come quasi tutti gli altri uccelli australiani (tranne il lorichetto arcobaleno) sopportano gli inverni rigidi europei ammesso che non li si tenga in casa a 20°C e poi li si porti fuori a gennaio di punto in bianco (le variazioni di temperatura devono essere graduali e lente). Il problema per questi uccelli è quando al freddo si aggiunge l’umidità, i pappagallini del genere Neophema temono ancora di più l’umidità. E’ consigliato un riparo ben asciutto, al riparo dal vento e con temperatura che non scenda sotto i 5-6°C; evitare l’affollamento della voliera. I più vulnerabili sono i pappagallini giovani. Che io sappia pochissime specie di pappagalli non sopportano temperature inferiori ai 10-15°C e sono specie che vivono esclusivamente in zone dal clima equatoriale: Guaruba guaruba, Amazona kawalli, Psittacula longicauda, Touit purpurata, Lorius hypoinochrous, Pionites melanocephala e Trichoglossus haematodus. C’è qualcos’altro che non va, il freddo e l’umidità potrebbero aver esacerbato una cattiva gestione o una malattia infettiva. Le nutri bene? Cambi l’acqua ogni giorno e pulisci i contenitori? I posatoi vanno puliti ogni tanto e la stanza va frequentemente arieggiata. Se vedi una cocorita che non è vispa come al solito allora segui
18/11/2020 alle 13:18 #10133879Che sintomi ha? nella tua provincia o regione ci sono veterinari per esotici o possibilmente che sappiano qualcosa di medicina aviaria? In ogni caso con una probabilità vicina al 100% ti prescriveranno antibiotici… Se dovessi curarlo io prima di tutto vedo se ha sintomi generici di infezione e quindi somministrerei un antibiotico ad ampio spettro poi prenderei appuntamento per portarlo al più vicino ospedale veterinario universitario.
13/11/2020 alle 13:27 #10133789Dovevi portare i corpicini dei pappagallini defunti (ne basta uno ed entro 24-48 ore tenuto in frigo e sigillato) a fare una necroscopia all’istituto zooprofilattico, li avrebbero cercato di capire qual è stato il problema con varie metodiche. Tieni conto che costa sempre meno che vedere i propri cocoriti morire uno dopo l’altro. Il costo va dai 30 ai 60 euro.
13/11/2020 alle 13:11 #10133807La PDD si pensa sia correlata all’infezione da Bornavirus ma la diagnosi definitiva si basa sui sintomi esterni, RX del proventricolo per vedere se è dilatato, ricerca di anticorpi che attaccano il sistema nervoso e biopsia del gozzo. In effetti solo la biopsia del gozzo è molto invasiva, puoi fare il test per il Bornavirus informandoti presso un istituto zooprofilattico sul campione necessario; giusto per darti l’idea del costo e non farti truffare dalle solite cliniche private furbette, all’IZSVe (Veneto, Friuli e Trentino) il test con la tecnica di prova PCR real-time costa € 26.94 come da tariffario nel sito. Come detto sopra però non è sufficiente il test per questo virus per la diagnosi definitiva.
10/10/2020 alle 20:44 #10133504Dipende da molti fattori, uno di questi è il fotoperiodo ossia la durata delle ore di luce durante le 24 ore, in primavera aumenta fino al solstizio d’estate. Io aspetterei marzo.
23/08/2020 alle 11:42 #10132887Dove abiti? Non riesci a trovare un veterinario nella lista del sito?
Andrebbe integrato il calcio con gocce o polverizzando un po’ di osso di seppia sul pastoncino, non mollare, anche se l’uovo si fosse rotto ci sarebbero comunque delle possibilità.
22/08/2020 alle 15:05 #10132881Se non dovessi trovare un veterinario aviario disponibile allora procurati una siringa da insulina senza ago (da 0,5 ml), prepara un piattino con acqua tiepida e vasellina, con la siringa aspira un po’ di sospensione che sia ancora tiepida e la usi come clistere. Si fa una volta al giorno. Con un’altra siringa da insulina senza ago devi dare qualche goccia di lattulosio ogni 12 ore. La cocorita va tenuta in un luogo vaporoso ma a temperatura né troppo alta né troppo bassa, all’incirca 25 gradi va bene (puoi mettere la gabbietta vicino e sopra il bidet con acqua sempre tiepida).
Ti auguro che vada tutto bene!
03/08/2020 alle 21:53 #10132655Grazie, lo farò.
03/08/2020 alle 21:07 #10132653Grazie delle risposte, sono a pezzi e anche la sua compagna lo è… Non riesco a spiegarmi cosa siasuccesso e non c’è la faccio più a farmi spillare soldi da veterinari poco seri 🙁
Era speciale, sapeva tutto.
17/05/2020 alle 16:30 #10130672La cucina è proprio il posto sbagliato dove tenere degli uccelli, tieni conto che si sono evoluti per volare nel cielo dove l’aria è sempre pura. Una volta ho portato in cucina due cocorite per mezza giornata, un attimo che mi sono assentato e mio fratello aveva preso una padella per cucinarsi qualcosa e se non arrivo in tempo a portarle via me le faceva secche….Questo per dirti quanto il luogo non sia adatto.
07/10/2019 alle 15:55 #10126550E’ meglio dare un sulfamidico seguendo le istruzioni che andare a spedire campioni di feci o tamponi del gozzo per poi avere i risultati quando il cocorito è già stato ucciso dall’infezione. I veterinari superman non esistono al momento, sopratutto entro 50 km da casa mia.
02/10/2019 alle 16:14 #10126539Ti consiglio di tenere sempre a portata di mano sulfamidici e antibiotici, i primi li trovi di libera vendita nei negozi.
Purtroppo la riproduzione casalinga di massa avvenuta con questa specie ha prodotto molti soggetti deboli e suscettibili alle infezioni oppure affetti da tecnopatie, ovvero stati patologici dovuti ad errori (ad esempio dieta scorretta) nella gestione dei pappagallini.
30/03/2019 alle 16:16 #10124504Ti capisco, mi dispiace per la povera cocorita. Io li tengo in una voliera esterna lunga 4 metri con capanno dove rifugiarsi e sono felicissimi.Comunque se si vuole tenerli per compagnia e non per farli riprodurre è sempre meglio prendere dei maschi e tenerli insieme favorendo le loro condizioni di vita, non avranno problemi con le uova e avranno un buon carattere. Più maschi insieme non hanno problemi a convivere.
19/02/2019 alle 13:28 #10123979Cerca qualcuno con una coppia di pappagallini che sta crescendo i piccoli o con le uova
15/02/2019 alle 14:44 #10123906Sconsiglio di leggere repubblica. Ha perso definitivamente la mia fiducia da molto tempo.
Andrea
11/02/2019 alle 21:43 #10123859Che disinfettante hai usato?
16/01/2019 alle 11:19 #10123637Ciao, i pappagalli non hanno gerarchie di dominanza ma sono “anarchici”.
Hanno simpatie e antipatie, come noi umani. Se si costringono due pappagallini australiani a stare in una gabbietta, dato che allo stato selvaggio hanno uno stormo gigante e milioni di chilometri quadrati per volare, non sempre va tutto bene. Ci sono quelli compatibili e quelli incompatibili. Io ho sperimentato che più la voliera è grande e “ricca” meno problemi ci sono.
03/12/2018 alle 17:44 #10123381Se si vede l’uovo dalla cloaca ma non riesce a espellerlo da qualche ora devi portarlo dal veterinario aviario subito,
17/02/2018 alle 13:41 #10118688Dice bene aol65, prova a farle mangiare qualche semino dalla tua mano e abbi molta pazienza. Non sgridarla perché faresti peggio, non è un cane. Poi ricordati che lei dovrebbe essere a volare in uno stormo nelle terre aride dell’Australia.
28/11/2017 alle 11:48 #10118089Al negoziante interessa solo vendere, devi andare da chi li alleva per passione. Lascia che vadano in bancarotta quei disgraziati.
Una cocorita non allevata a mano può diventare quasi come una allevata a mano, dipende dal suo carattere e dall’interazione tra te, lei ed eventuali altre cocorite.
12/11/2017 alle 17:40 #10117922Non sopportano la solitudine, ho da poche settimane perso la femmina della coppia e Pippo, il maschio, si è depresso molto e quando gli ho fatto conoscere un cocoritino giovane ha fatto i salti di gioia letteralmente. Comunque non si può essere sicuri che si accettino sopratutto se c’è una grande differenza di età, monitorali quando li metti insieme. Se puoi prendi un cocorito della stessa mutazione del defunto, questo non per ingannare ma per un fatto di gusti personali del cocorito.
23/10/2017 alle 16:44 #10117624Quando fai incontrare per la prima volta due cocorite sconosciute fallo in una stanza “neutra”, non nella gabbia di quella che avevi già.
29/10/2016 alle 22:26 #10114377Sono felicissimo di vedere che i 3 piccoli di Saphira e Cielo hanno recuperato
23/10/2016 alle 18:57 #10115533Ciao Gaia, sono Andrea.
Speriamo vada tutto bene, intanto cito dal cocolibro: “Gli integratori alimentari vanno somministrati preferibilmente su consiglio del veterinario …. La dieta dei soggetti in riproduzione andrebbe integrata con vitamina E ed aminoacidi essenziali” (contenuti nei semi di chia) …. ” Durante l’accrescimento dei nidiacei è importante integrare la dieta con un buon polivitaminico che contenga tutti gli aminoacidi essenziali, minerali e vitamine” spero sia d’aiuto.
Ciao
07/10/2016 alle 9:33 #10114962Scusa danijrob ma ho problemi con l’editor.
Lo studio è stato svolto da Concordia University e Idunn Technologies Il link è questo.
“E ‘noto che alcune di questi percorsi di segnalazione ritardano l’invecchiamento se attivati in risposta a determinate sostanze nutritive o ormoni”, dice Titorenko. “Questi percorsi sono chiamati ‘anti-aging’ o percorsi ‘pro-longevità. Altri percorsi di segnalazione accelerano l’invecchiamento se attivati in risposta ad alcune altre sostanze nutritive o ormoni. Questi percorsi sono chiamati ‘pro-invecchiamento’ o percorsi ‘pro-morte’ “.
E’ chiaro che le sei erbe, una volta accertata la compatibilità qualitativa e quantitativa anche per le cocorite possono evidenziare prima l’eventuale aumento della longevità. Qui un riassunto dello studio:
These six plant extracts could delay aging
September 16, 2016
Several nutrient- and energy-sensing signaling pathways and protein kinases converge into a network that defines the rate of yeast chronological aging (credit: Vicky Lutchman et al./Oncotarget)
Six previously identified plant extracts can delay aging by affecting different signaling pathways that set the pace of growing old, researchers from Concordia University and Idunn Technologies have found, in a study recently published (open-access) in Oncotarget.
Using yeast — a favored cellular aging model — Vladimir Titorenko, a biology professor and the study’s senior author, and his colleagues conducted a screen of a library of 35 different plant extracts (PEs) to determine those that can extend yeast chronological lifespan. To do that, they monitored how the information flowing through signaling pathways was affected. They identified six aging-delaying plant extracts: Cimicifuga racemosa, Valeriana officinalis L., Passiflora incarnata L., Ginkgo biloba, Apium graveolens L., and “particularly effective”: Salix alba, commonly known as white willow bark.

Diagram of yeast cell (credit: Frankie Robertson/CC)
Anti-aging pathways
At a cellular level, aging progresses similarly in yeast and humans. In both, the pace of aging is defined by a distinct set of chemical reactions arranged into several “signaling pathways” that regulate the rate of aging in a wide range of organisms.
“It’s known that some of these signaling pathways delay aging if activated in response to certain nutrients or hormones,” Titorenko says. “These pathways are called ‘anti-aging’ or ‘pro-longevity’ pathways. Other signaling pathways speed up aging if activated in response to certain other nutrients or hormones. These pathways are called ’pro-aging’ or ‘pro-death’ pathways.” Each of the six aging-delaying plant extracts targets a different anti-aging or pro-aging signaling pathway.
The study revealed several features of the six plant extracts as potential tools in decelerating chronic symptoms and diseases of old age:
They imitate the aging-delaying effects of the caloric restriction diet in yeast
They slow yeast aging by eliciting a mild stress response
They extend yeast longevity more efficiently than any lifespan-prolonging chemical compound yet described
They delay aging through signaling pathways implicated in age-related diseases
One of them delays aging via a previously unknown pathway
They extend longevity and delay the onset of age-related diseases in organisms other than yeastHealth Canada classifies the six plant extracts as safe for human consumption, and recommends five of them as health-improving supplements with clinically proven benefits.
The study was supported by grants from the Natural Sciences and Engineering Research Council of Canada and the Fonds québécois de la recherche sur la nature et les technologies.
02/10/2016 alle 21:32 #10114822Non capisco chi ha stabilito che si tratta di una carenza alimentare, l’hai portata da un veterinario aviario? Ecco una lista dei veterinari aviari: http://www.pappagalli.ch/index.php?option=com_content&view=article&id=35&Itemid=133 P.S. non fare diagnosi “fai da te” ma portala da un veterinario.
30/09/2016 alle 20:38 #10141861“Il dimorfismo sessuale di questo pappagallo non è evidentissimo e riguarda principalmente la testa, gialla nel maschio e grigio-giallastra nella femmina. La macchia auricolare inoltre è arancione nel maschio, di colorazione più pallida nella femmina“
da pappagallinelmondo.it
28/09/2016 alle 22:12 #10114616 - AutorePost




