Chiunque abbia una coppia di cocorite, prima o poi viene colto dal desiderio (o di assecondare il desiderio delle sue coco) di farle riprodurre, e inevitabilmente, prima o poi arriva a chiedersi: “Come saranno i pulli?”
Per tentare di rispondere a questa domanda dobbiamo conoscere le leggi di trasmissione dei caratteri ereditari, formulate dall’abate Gregor Mendel a metà del XIX secolo.
Ecco quindi, in forma più elementare possibile, come funziona questa branca di genetica.
Ogni carattere dell’aspetto di un individuo (colore occhi, colore capelli, forma del naso ecc) è un’informazione che viene tramandata di genitori in figli ed è contenuta nei cromosomi, minuscoli frammenti di materia contenuti nel nucleo di ogni cellula di un organismo. Il numero dei cromosomi è tipico della specie: i gatti ne hanno 19 coppie (38 in tutto), il moscerino della frutta 4 coppie (8 in tutto), il topo 20 coppie(40), il cane 39 coppie(78), l’uomo e le cocorite 23 coppie(46) cosicchè si dice che queste due ultime specie abbiano un antenato comune*.L’informazione relativa a ogni carattere è contenuta in una coppia di cromosomi detti omologhi,che vengono ereditati rispettivamente uno dal padre e uno dalla madre. Se due cromosomi omologhi sono identici (per esempio portano entrambi l’informazione “piume blu”), il soggetto apparirà con le piume blu: si dice in questo caso che il genotipo (insieme dei caratteri contenuti nei cromosomi) è blu omozigote, e il fenotipo (insieme dei caratteri che si vedono) è blu.
Ma se i genitori trasmettono uno il carattere blu e l’altro il carattere verde, nella prole entrambi i caratteri faranno parte del genotipo, ma solo uno si manifesterà nel fenotipo, cioè apparirà evidente (in questo caso il verde): si dirà allora che il verde è dominante rispetto al blu e che il blu è recessivo rispetto al verde.
Il soggetto apparirà verde, ma nei suoi geni è presente anche il carattere blu, che potrà essere trasmesso alla prole e tornare fuori una o più generazioni dopo.
Esistono 4 tipi di trasmissione ereditaria:
- Dominante: inibisce completamente la manifestazione di altri fattori, che pertanto restano nascosti. Compare in soggetti nati in prima generazione.
- Recessivo: è un fattore che resta nascosto e per manifestarsi deve essere presente in entrambi i genitori (entrambi devono essere almeno portatori di quel carattere).
- Intermedio:i caratteri diversi dei genitori si fondono a formare un nuovo carattere nella prole.
- Legati al sesso: sono quei caratteri legati al cromosoma sessuale X (il maschio ha i cromosomi sessuali del tipo XX** e la femmina XY**): per rendersi visibile deve essere presente in entrambi i genitori.
Esempi di caratteri recessivi legati al sesso sono:
- opalini
- cannella
- lutini e albini
- ali merlettate
- corpo chiaro

E’ tuttavia opportuno osservare che in natura non esiste il dominante assoluto, ma esistono delle forme di dominanza incompleta, caratteri cioè che possono comportarsi da dominanti assoluti nei confronti di alcuni, essere recessivi verso altri e assumere un comportamento intermedio verso altri ancora.
Geni letali e subletali: Per completezza, benchè siano rari, un discorso a parte meritano i geni letali e subletali: si tratta di geni che, a causa di mutazioni di diversa natura, hanno subito alterazioni così profonde da interferire con il normale metabolismo cellulare degli individui che li ereditano. Quando questi geni provocano la morte del feto allora vengono denominati letali, mentre se generano soggetti deboli e destinati a morire nell’arco dei primo 5-6 mesi di vita vengono detti subletali.
La tonalità del colore: la tonalità del colore del piumaggio delle nostre cocorite è determinata essenzialmente dalle barbe, che sono i sottili filamenti che si dipartono dallo stelo centrale di una penna o di una piuma, e dalle barbule, che tengono insieme le barbe.
Se si osservano le barbe al miscroscopio si nota che sono formate da tre anelli: il più esterno, detto corteccia,contiene il pigmento responsabile del colore, mentre l’anello centrale è uno strato poroso che non contiene pigmenti, ma che riflettono e assorbono la luce a seconda del grado di porosità . E’ proprio questo secondo strato a influire sulla tonalità del colore: se infatti questo strato è piuttosto spesso, riflette molta luce e la tonalità del colore sarà chiara; se invece, è sottile, la quantità di luce riflessa è minore e la tonalità sarà scura.
Se si osservano le barbe al miscroscopio si nota che sono formate da tre anelli: il più esterno, detto corteccia,contiene il pigmento responsabile del colore, mentre l’anello centrale è uno strato poroso che non contiene pigmenti, ma che riflettono e assorbono la luce a seconda del grado di porosità . E’ proprio questo secondo strato a influire sulla tonalità del colore: se infatti questo strato è piuttosto spesso, riflette molta luce e la tonalità del colore sarà chiara; se invece, è sottile, la quantità di luce riflessa è minore e la tonalità sarà scura.
Ogni varietà di colore quindi si presenta in tre tonalità : chiara, media e scura.
Anche l’aspetto del secondo strato delle barbe si trasmette per via ereditaria seguendo le leggi di Mendel, e si tratta di un tipo di trasmissione intermedio, in quanto il chiaro e lo scuro, combinandosi, non prevalgono l’uno sull’altro, ma danno luogo al medio.
Ecco uno schema di come si trasmette la tonalità :
c=chiaro m=medio s=scuro
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Concludiamo questa parte di genetica fornendo uno specchietto di massima sulle caratteristiche dominanti e recessive delle cocorite:
| Mutazioni dominanti | Mutazioni recessive |
| Verdi | Blu |
| Pezzati dominanti | Pezzati recessivi |
| Grigi | Bianchi |
| Viola | Gialli |
| Lustrini | Ali grigie |
| Faccia Gialla(serie blu) | Ali chiare |
| Crestati | Fallow |
| Clear Flights |
*Rif Richard Dawkins – Il più grande spettacolo della Terra – Ed. Mondadori.
** in realtà negli uccelli i cromosomi vengono indicati con le lettere W e Z: ZZ i maschi e ZW le femmine, ma per semplicità utilizzeremo la nozione valida per i mammiferi, XX e XY


